Cassazione Civile, Ordinanza n. 15134/2024 del 29/05/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha verificato la sussistenza dell'errore materiale denunciato e ha disposto la correzione dell'ordinanza precedente, sostituendo la denominazione erronea della ricorrente con quella esatta. Ha inoltre demandato alla cancelleria i conseguenti adempimenti di rito. Non vi è stata decisione sul merito della controversia sottostante, ma solo rettifica formale del provvedimento.
Esito
Favorevole al ricorrente (creditore)
La controversia
La società ricorrente ha adito la Corte di cassazione non per una controversia di merito, ma per ottenere la correzione di un errore materiale contenuto in una precedente ordinanza della stessa Corte. In particolare, nell'ordinanza n. 12877/2023 la parte ricorrente era stata indicata erroneamente con una diversa denominazione sociale, cioè "Fino Securitisation s.r.l." invece di "Fino 2 Securitisation s.r.l.". La domanda era quindi diretta a rettificare il nominativo della parte nel provvedimento già emesso.
Norme richiamate
richiamato come base normativa per la correzione degli errori materiali nei provvedimenti della Corte di cassazione
richiamato quale disciplina generale della correzione degli errori materiali e di calcolo
Massime di principio
- L'errore materiale contenuto in un provvedimento giudiziario può essere corretto quando sia oggettivamente riconoscibile dal testo e dai dati del procedimento, senza necessità di riaprire il merito della decisione.
- La correzione dell'errore materiale ha funzione meramente rettificativa e non incide sulla sostanza della pronuncia, limitandosi a rendere il provvedimento conforme alla reale volontà decisoria e all'esatta individuazione delle parti.
- Nel procedimento di correzione degli errori materiali, la Corte può provvedere con ordinanza allorché risulti immediatamente verificabile l'inesattezza formale denunciata.
Come è indicizzato
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