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Cassazione Penale, Ordinanza n. 06650/2025 del 18/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha dichiarato inammissibili i ricorsi straordinari proposti avverso la sentenza della Corte di cassazione in materia di misure di prevenzione. Conseguentemente ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e, non ravvisando elementi idonei a escludere la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, al versamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente

La controversia

La decisione riguarda ricorsi straordinari proposti ai sensi dell'art. 625-bis c.p.p. contro una sentenza della Corte di cassazione resa in materia di misure di prevenzione. I ricorrenti sostenevano, in sostanza, l'azionabilità del rimedio straordinario anche da parte del destinatario di misura di prevenzione. La Corte ha invece rilevato che tale rimedio è riservato esclusivamente al "condannato" e non è estensibile né ai destinatari di misure di prevenzione personali né ai terzi interessati per la parte patrimoniale. Da ciò la declaratoria di inammissibilità. Il testo richiama inoltre la giurisprudenza che esclude l'applicabilità dell'art. 625-bis c.p.p. alle sentenze della Cassazione in materia di prevenzione, per le quali esiste il diverso rimedio della revoca, e richiama la precedente pronuncia di legittimità costituzionale che ha ritenuto non irragionevole tale differenziazione.

Norme richiamate

  • art. 625-bis c.p.p.

    ricorso straordinario per errore materiale o di fatto

    Rimedio riservato al solo condannato; non è esperibile contro sentenze della Cassazione in materia di misure di prevenzione e non si estende ai destinatari di misure di prevenzione o ai terzi interessati.

  • art. 610, comma 5-bis, c.p.p.

    dichiarata, ai sensi dell'art. 610, comma 5-bis, cod. proc. pen., l'inammissibilità dei ricorsi

    Norma applicata per dichiarare l'inammissibilità dei ricorsi straordinari e per conseguire la condanna alle spese e alla sanzione pecuniaria in assenza di elementi escludenti la colpa.

  • art. 3 Cost.

    in riferimento all'art. 3 Cost.

    Il testo richiama la giurisprudenza costituzionale che ha ritenuto manifestamente infondata la questione di legittimità dell'art. 625-bis c.p.p. nella parte in cui non consente il ricorso straordinario al soggetto sottoposto a misura di prevenzione.

Massime di principio

  • Il ricorso straordinario per errore materiale o di fatto ex art. 625-bis c.p.p. è rimedio eccezionale, riservato al condannato, e non è estensibile in via analogica ai soggetti sottoposti a misure di prevenzione.
  • Le sentenze della Corte di cassazione rese in materia di misure di prevenzione non sono impugnabili con ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p., essendo previsto per tali decisioni un diverso rimedio, la revoca.
  • La diversità della posizione del soggetto sottoposto a misura di prevenzione rispetto a quella del condannato giustifica, sul piano della ragionevolezza, un regime differenziato dei rimedi impugnatori.
  • Quando il ricorso straordinario è inammissibile e non emergono elementi idonei a escludere la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, il ricorrente può essere condannato anche al versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiNullità processuale

Testo integrale

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