Sentenza n. 6637/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 5
per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda) n. 5209/2025, resa tra le parti.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: sentenza del TAR Lazio che aveva annullato il diniego parziale di concessione di occupazione di suolo pubblico sulla carreggiata e, nei limiti di interesse, la classificazione di via Crescenzio come strada appartenente alla viabilità principale del PGTU di Roma Capitale
Esito
Favorevole al ricorrente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società era titolare di una concessione permanente di occupazione di suolo pubblico e di una SCIA per la somministrazione di alimenti e bevande. Aveva chiesto l’ampliamento dell’occupazione, anche mediante una pedana collocata sulla carreggiata di via Crescenzio. Roma Capitale aveva rigettato parzialmente l’istanza, limitatamente all’occupazione della carreggiata, richiamando la classificazione della via come appartenente alla viabilità principale e la disciplina comunale emergenziale in materia di OSP Covid-19. Il TAR aveva accolto il ricorso, ritenendo viziata da carenza istruttoria la classificazione di via Crescenzio nella viabilità principale e annullando il diniego, la circolare presupposta e il PGTU nella parte di interesse. Roma Capitale ha proposto appello con un unico motivo, deducendo error in iudicando, violazione degli artt. 2, 20 e 36 del Codice della strada, violazione della disciplina ministeriale sulla classificazione e pianificazione della viabilità, nonché violazione delle deliberazioni capitoline in materia di PGTU e occupazione di suolo pubblico. L’appellante ha sostenuto che il PGTU costituisce espressione di discrezionalità tecnica, che la viabilità principale comprende tutte le strade non locali e che l’inclusione di via Crescenzio in tale categoria era sorretta da istruttoria tecnica relativa alla funzione urbana, ai flussi di traffico, alla sicurezza, al trasporto pubblico e alla connessione con la rete viaria. La società appellata ha eccepito preliminarmente l’improcedibilità dell’appello per sopravvenuta approvazione di un nuovo regolamento OSP, ritenendo che esso consentisse l’occupazione anche sulle strade di tipo E, tra cui via Crescenzio.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha respinto l’eccezione di improcedibilità. L’approvazione del nuovo regolamento comunale OSP non integra acquiescenza alla sentenza di primo grado, né elimina l’interesse dell’amministrazione alla riforma di una pronuncia sfavorevole che aveva accertato l’illegittimità del suo operato. Inoltre, la legittimità dell’atto deve essere valutata con riferimento alla situazione di fatto e di diritto esistente al momento della sua adozione, secondo il principio tempus regit actum. Nel merito, l’appello è stato accolto. Il Collegio ha escluso che la diversa denominazione delle reti stradali nel PGTU rispetto al decreto ministeriale del 5 novembre 2001 costituisca, di per sé, una semplificazione istruttoria illegittima: si tratta di una diversa nomenclatura funzionale alla pianificazione generale del traffico urbano. Ha inoltre affermato che l’inclusione nella viabilità principale di più categorie e sottotipi di strade, comprese le strade di quartiere e quelle interzonali, non determina automaticamente né difetto di istruttoria né manifesta irragionevolezza, poiché il PGTU definisce la viabilità principale come l’insieme delle strade non locali, destinate principalmente ai movimenti veicolari pubblici e privati. La classificazione operata dal Comune rientra nella discrezionalità tecnica attribuita dall’art. 36 del Codice della strada e dalle direttive ministeriali, sindacabile soltanto in presenza di errori concreti, macroscopici, illogicità manifeste o travisamenti, non dimostrati nel caso concreto. Non sono state ravvisate specifiche caratteristiche di via Crescenzio incompatibili con la qualificazione come strada appartenente alla viabilità principale. È stata quindi riformata la sentenza del TAR e respinto il ricorso di primo grado, con integrale compensazione delle spese dei due gradi per la complessità e parziale novità delle questioni.
Norme richiamate
art. 2 d.lgs. 285/1992 (Codice della strada)
La classificazione delle strade urbane si fonda sulle loro caratteristiche costruttive, tecniche e funzionali; nel PGTU le categorie non locali sono ricondotte alla viabilità principale.
art. 13 d.lgs. 285/1992 (Codice della strada)
Distingue le norme ministeriali sulle caratteristiche funzionali e geometriche per la costruzione delle strade dalle norme sulla classificazione delle strade esistenti e dalle direttive per la redazione dei piani di traffico.
art. 20 d.lgs. 285/1992 (Codice della strada)
È richiamato nella disciplina del diniego di occupazione della sede stradale, ma la decisione d’appello si concentra soprattutto sulla legittimità della classificazione della via nel PGTU.
art. 36 d.lgs. 285/1992 (Codice della strada)
Attribuisce agli enti competenti la pianificazione del traffico urbano mediante strumenti finalizzati al miglioramento della circolazione e della sicurezza stradale; il PGTU adottato in tale ambito implica valutazioni tecnico-discrezionali.
Direttive ministeriali sui PUT del 12 aprile 1995
La viabilità principale è caratterizzata dalla preminente funzione di soddisfare le esigenze di mobilità della popolazione attraverso, in particolare, l’esclusione della sosta veicolare dalle relative carreggiate; la viabilità locale soddisfa invece prevalentemente le esigenze dei pedoni e della sosta veicolare.
La distinzione tra viabilità principale e locale è funzionale e non impedisce di ricondurre alla prima diverse categorie di strade non locali.
d.m. 5 novembre 2001
Riguarda le norme funzionali e geometriche per la costruzione delle strade e ha funzione diversa rispetto al PGTU, che classifica funzionalmente la rete viaria urbana ai fini della pianificazione del traffico.
art. 25 DAC Roma Capitale n. 4/2021
È richiamato nella disciplina transitoria Covid-19 sulle occupazioni di suolo pubblico e sui criteri applicabili alle richieste di OSP.
DAC Roma Capitale n. 81/2020
Ha introdotto la disciplina eccezionale Covid-19 per l’ampliamento o il rilascio di nuove occupazioni di suolo pubblico a favore, tra gli altri, degli esercizi di somministrazione.
DAC Roma Capitale n. 21/2015
Ha approvato il PGTU e il relativo Regolamento viario, includendo nell’annesso D l’elenco delle strade appartenenti alla viabilità principale.
Massime di principio
- La classificazione funzionale della viabilità urbana contenuta in un PGTU costituisce espressione di discrezionalità tecnica dell’amministrazione e può essere sindacata dal giudice amministrativo soltanto in presenza di errori tecnici concreti, travisamenti, illogicità manifeste o irragionevolezza macroscopica.
- La riconduzione alla viabilità principale di diverse categorie o sottotipi di strade urbane non integra, di per sé, difetto di istruttoria o manifesta irragionevolezza, quando il piano definisca la viabilità principale come l’insieme delle strade non locali e ne giustifichi la funzione prevalente di mobilità veicolare.
- La diversa configurazione o denominazione delle reti stradali adottata da un PGTU rispetto a quella contenuta in un decreto ministeriale non dimostra, da sola, un’istruttoria sommaria o illegittima, quando la diversa nomenclatura dipenda dalla distinta funzione del piano comunale di traffico rispetto alle norme ministeriali sulla costruzione delle strade.
- La legittimità di un provvedimento amministrativo deve essere valutata in rapporto alla situazione di fatto e di diritto esistente al momento della sua adozione, secondo il principio tempus regit actum; la sopravvenienza di una disciplina più favorevole non rende automaticamente improcedibile l’appello dell’amministrazione contro una sentenza sfavorevole.
- L’approvazione di una disciplina amministrativa sopravvenuta non costituisce acquiescenza alla sentenza di primo grado in assenza di un comportamento inequivoco dell’amministrazione o di una dichiarazione espressa di non voler coltivare l’impugnazione.
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