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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8313/2025 del 28/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza della Corte d'Appello di Palermo del 22/02/2024 che aveva rigettato la richiesta di riparazione per ingiusta detenzione subita durante la procedura di estradizione. Aissaoui era stato arrestato il 18/09/2021 su mandato tunisino per partecipazione ad associazione terroristica; la custodia cautelare era stata confermata e la richiesta di estradizione era stata infine rigettata il 14/02/2022 per mancanza di informazioni probatorie e per l'incertezza sulla presenza della pena di morte nel caso di condanna. La Corte della riparazione aveva ritenuto che sussistesse la condizione ostativa della colpa grave rispetto al pericolo di fuga, desumendola dagli inspiegabili spostamenti dall'area di residenza (Svezia) all'atterraggio a Palermo e dall'inverosimile giustificazione resa in interrogatorio; l'avvocato difensore aveva contestato tale valutazione, osservando fra l'altro che l'arresto era avvenuto alla discesa dall'aereo in compagnia del fratello e che la custodia era stata motivata prevalentemente sulla natura del reato e sulla pena.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Ha ritenuto legittima e motivata la valutazione della Corte della riparazione circa la sussistenza della colpa grave del ricorrente, confermando che gli inspiegabili spostamenti e le giustificazioni inverosimili possono fondare il pericolo di fuga. Ha quindi respinto il ricorso e condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali, a versare € 3.000,00 alla Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p. e a rifondere le spese sostenute dal Ministero resistente, liquidate in complessivi € 1.000,00.

Norme richiamate

  • art. 714 cod. proc. pen.

    Esclude l'applicazione degli artt. 273 e 280 c.p.p. nella verifica dell'ingiustizia della detenzione in sede di estradizione e stabilisce che il giudice deve valutare ex post l'insussistenza delle condizioni che legittimano la misura per l'estradizione

  • artt. 715 e 716 cod. proc. pen.

    Regolano l'arresto e le misure cautelari provvisorie a fini estradizionali; la giurisprudenza richiede che si valuti se il ricorrente abbia tenuto comportamento doloso o gravemente colposo che giustifichi il pericolo di fuga

  • art. 273 e art. 280 cod. proc. pen.

    Richiamati nella sentenza solo per escluderne applicabilità in materia di estradizione passiva, conformemente all'art. 714 c.p.p.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma applicata per l'irrogazione della sanzione pecuniaria a carico del ricorrente in caso di inammissibilità del ricorso, con versamento alla Cassa delle Ammende

  • Sez. U, n. 6624 del 27/10/2011 (Marinaj)

    Sez. U, n. 6624 del 27/10/2011 - Marinaj

    Principio secondo cui, in caso di estradizione, la detenzione non è ingiusta se in seguito emerge che sussistevano le condizioni per una sentenza favorevole all'estradizione; viceversa occorre valutare l'assenza di dolo o colpa grave

  • Sez. 4 n. 22688 del 14/03/2023 (Burca)

    Sez. 4 n. 22688 del 14/03/2023 - Burca

    Conferma che la privazione della libertà nell'ambito di estradizione conclusasi senza sentenza favorevole non comporta automaticamente diritto alla riparazione e richiede l'accertamento di comportamento ostativo doloso o gravemente colposo

  • Sez. 6 n. 26647 del 30/05/2024 (Ghouri Chand)

    Sez. 6 n. 26647 del 30/05/2024 - Ghouri Chand

    Sottolinea che la valutazione del pericolo di fuga deve essere prognostica e ancorata a concreti elementi tratti dalla vita dell'estradando

  • Sez. 3 n. 23319 del 09/02/2016 (Daci)

    Sez. 3 n. 23319 del 09/02/2016 - Daci

    Ricorda che i requisiti di concretezza e attualità del pericolo di fuga devono essere valutati rispetto alla finalità della consegna

  • Corte Costituzionale, sent. n. 186 del 13/06/2000

    Rilevata nella sentenza in relazione all'applicazione delle sanzioni per l'inammissibilità; utilizzata come parametro per la determinazione della somma da versare alla Cassa delle Ammende

Massime di principio

  • La detenzione in una procedura di estradizione passiva non conduce automaticamente al diritto alla riparazione se la domanda di estradizione viene rigettata: occorre verificare l'assenza di dolo o di colpa grave dell'estradando che abbia reso concreto il pericolo di fuga
  • Gli spostamenti inspiegati dal paese di residenza verso il territorio nazionale e la mancata o inverosimile giustificazione in sede di interrogatorio possono essere valutati come comportamento gravemente colposo attinente al pericolo di fuga
  • Il giudice valuta il pericolo di fuga in chiave prognostica, prendendo in considerazione elementi concreti tratti dalla vita dell'estradando (radicamento, motivi del viaggio, legami familiari e sociali, ecc.)
  • La difesa, in casi analoghi, deve documentare preventivamente e in modo credibile le ragioni del viaggio e il proprio ancoraggio nel territorio (residenza, lavoro, relazioni familiari) per contrastare la presunzione di rischio di fuga
  • Anche se l'estradizione viene negata per carenze nella documentazione del paese richiedente o per rischio di pena capitale, il diritto alla riparazione può essere escluso se il comportamento dell'estradando ha concretamente favorito l'adozione o il mantenimento della misura cautelare
  • In sede di impugnazione, i motivi che invocano l'illogicità o l'insufficienza della motivazione del giudice della riparazione devono provare concretamente l'assenza di colpa grave; deduzioni generiche sono destinate a essere dichiarate inammissibili

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