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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 47200/2022 del 14/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Catanzaro che aveva confermato la misura cautelare degli arresti domiciliari disposta dal G.i.p. di Lamezia Terme in relazione a un'associazione per delinquere finalizzata a reati contro il patrimonio e plurimi furti aggravati. I motivi di doglianza denunciavano l'illogicità, la contraddittorietà e la carenza di motivazione in ordine alle esigenze cautelari e alla proporzionalità della misura.

La decisione

Il difensore del ricorrente ha rinunciato al ricorso e ha prodotto il provvedimento del G.i.p. che ha revocato la misura cautelare per sopravvenuta carenza di esigenze cautelari (conclusione delle indagini e buon comportamento processuale). La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta mancanza di interesse ai sensi dell'art. 591, comma 1, lett. a), richiamando il principio generale previsto dall'art. 568, comma 4, cod. proc. pen. La Corte ha inoltre precisato che la dichiarazione di inammissibilità per difetto di interesse non comporta condanna alle spese processuali né al pagamento di sanzioni pecuniarie a favore della Cassa delle ammende, richiamando consolidata giurisprudenza.

Norme richiamate

  • art. 591, comma 1, lett. a), cod. proc. pen.

    menzionato come causa di inammissibilità del ricorso per sopravvenuta mancanza di interesse

    Applicata per dichiarare inammissibile il ricorso quando, dopo la proposizione dell'impugnazione, viene meno l'interesse concreto e attuale dell'impugnante a rimuovere un effetto pregiudizievole del provvedimento impugnato

  • art. 568, comma 4, cod. proc. pen.

    richiamato quale norma generale che condiziona l'ammissibilità delle impugnazioni all'esistenza di un interesse ad impugnare

    Interpretato nel senso che solo l'esistenza di un interesse pratico, concreto e attuale legittima l'impugnazione; la regola è applicabile anche alle impugnazioni dei provvedimenti 'de libertate'

  • art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    richiamato in relazione alla sintesi dei motivi di doglianza

    Utilizzato come riferimento formale per la sintesi dei motivi del ricorso (regole di redazione della motivazione dei ricorsi)

Massime di principio

  • La revoca o cessazione della misura cautelare sopravvenuta può far venir meno l'interesse a proseguire l'impugnazione; in tal caso il ricorso va dichiarato inammissibile per difetto di interesse.
  • L'art. 568 cod. proc. pen. richiede un interesse attuale, concreto e pratico; chi impugna deve dimostrare che il provvedimento produce ancora effetti pregiudizievoli per poter ottenere la decisione favorevole sulla forma di impugnazione.
  • La dichiarazione di inammissibilità per sopravvenuta carenza di interesse non comporta, di regola, condanna alle spese processuali né l'obbligo di versare somme alla Cassa delle ammende, non essendovi soccombenza sostanziale.
  • La rinuncia formale dell'avvocato con procura speciale documentata è efficace quando è chiara e quando è supportata da fatti sopravvenuti (es. revoca della misura); tuttavia il difetto di interesse prevale sulla mera rinuncia come causa di inammissibilità.
  • Prima di proporre o proseguire un ricorso contro provvedimenti cautelari, è opportuno verificare se sussistono ancora effetti lesivi (es. mantenimento della misura, iscrizioni o conseguenze amministrative) che giustifichino l'interesse ad impugnare; in assenza di tali effetti la via dell'impugnazione è normalmente improduttiva.

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