Sentenza del 22/05/2024 n. 451 - Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Veneto
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
Impugnazione dell'avviso di liquidazione per maggiori imposte, sanzioni e interessi relativo all'imposta di registro per l'anno 2017, emesso perché il contribuente non aveva ultimato e accatastato l'immobile entro il termine triennale successivo alla registrazione dell'atto di acquisto, requisito ritenuto necessario per mantenere l'agevolazione 'prima casa'. Il contribuente ha contestato la decadenza sostendendo che: aveva effettuato l'accatastamento prima della notifica dell'avviso; il termine triennale non è espressamente previsto dalla legge ma ricavato dalla giurisprudenza; il ritardo era dovuto all'emergenza COVID-19 e quindi a causa di forza maggiore; e infine ha evidenziato la propria buona fede e la disparità di trattamento rispetto all'acquirente di immobili già ultimati.
La decisione
L'appello del contribuente è stato accolto. La Corte ha ritenuto che il termine triennale per il completamento/accatastamento, sebbene desumibile dalla giurisprudenza e non espresso testualmente nella norma, è strettamente correlato al termine decadenziale triennale per l'esercizio del potere di accertamento dell'Amministrazione. Poiché i decreti legge emergenziali per il COVID-19 hanno sospeso i termini decadenziali dell'azione accertativa, la Corte ha interpretato che la sospensione debba estendersi anche al termine giurisprudenziale di completamento dell'immobile. Inoltre, il ritardo è stato ritenuto giustificato dalla causa di forza maggiore (emergenza COVID) e dal fatto che il contribuente aveva provveduto all'ultimazione e all'accatastamento prima della notifica dell'avviso. Conseguentemente la sentenza di primo grado è stata riformata e l'avviso di liquidazione annullato; spese compensate.
Norme richiamate
DPR 131/1986, Tariffa, parte prima, Nota II, art.1, commi 4 e 4-bis
Il contribuente richiamava la tassativita delle ipotesi di decadenza previste dalla Nota II; la Corte ha osservato che il termine triennale per il completamento dell'immobile non è espresso in tali commi ma deriva da interpretazione giurisprudenziale collegata al termine decadenziale per l'accertamento.
Decreto-Legge 'Liquidità' convertito nella legge n.40/2020
Ha sospeso termini per adempimenti connessi a benefici fiscali nel periodo emergenziale; la Corte ha ritenuto che l'intento fosse proteggere i contribuenti e l'Amministrazione e che la sospensione riguardi, per correlazione, anche il termine giurisprudenziale triennale collegato al termine decadenziale dell'azione accertativa.
Ha esteso la sospensione dei termini fino al 31/12/2021; la Corte ha considerato questa norma nel ragionamento sulla sospensione dei termini fiscali emergenziali applicabile alla fattispecie.
Circolare Agenzia delle Entrate n.9/E del 13/04/2020
L'Amministrazione sosteneva che la sospensione non comprendesse il termine triennale di completamento dell'immobile; la Corte ha però ritenuto che la circolare non possa impedire un'interpretazione estensiva delle sospensioni quando il termine giurisprudenziale è collegato al termine decadenziale sospeso.
Sentenza Sezioni Unite Cassazione n.8094/2020
Principio di diritto secondo cui l'agevolazione 'prima casa' non si perde se il mancato rispetto del termine è dovuto a causa esterna, sopravvenuta, imprevedibile e inevitabile (forza maggiore o factum principis), applicabile quando l'acquirente si sia attivato tempestivamente e il mancato adempimento non sia imputabile a comportamenti suoi.
Ordinanza Cassazione n.5871/2022
Conferma più recente dell'applicazione del principio sulle cause esterne/forza maggiore nella perdita delle agevolazioni prima casa; citata dalla Corte come supporto giurisprudenziale.
Art.33, comma 3, legge n.388/2000 (riferimento normativo alla disciplina agevolazione prima casa)
Riferimento normativo di base per l'agevolazione; le Sezioni Unite avevano formulato il principio di cui sopra in relazione a tale disciplina, utilizzato anche nella presente decisione.
Massime di principio
- Per l'acquisto di un immobile 'da costruire' l'obbligo di completare e accatastare entro tre anni è un requisito consolidato dalla giurisprudenza, sebbene non espresso testualmente nella norma, ed è collegato al termine decadenziale triennale per l'accertamento fiscale.
- Le sospensioni dei termini introdotte dai decreti legge emergenziali per il COVID-19, anche se non richiamano espressamente termini desumibili dalla giurisprudenza, possono essere interpretate come applicabili se tali termini sono strettamente correlati ai termini decadenziali dell'azione accertativa sospesi dalla normativa emergenziale.
- Un ritardo nella ultimazione/accatastamento determinato da eventi esterni, imprevedibili e inevitabili (forza maggiore, es. emergenza COVID) può giustificare il mantenimento delle agevolazioni prima casa, purché il contribuente dimostri la causalita e che ha adempiuto non appena possibile e prima della notifica dell'atto impositivo.
- La buona fede e l'adempimento spontaneo prima della notifica dell'avviso di liquidazione sono elementi utili a favore del contribuente nella valutazione del mantenimento del beneficio.
- La posizione dell'Amministrazione espressa in circolari non vincola il giudice, che può interpretare le sospensioni normative in modo estensivo per garantire parita di trattamento tra contribuenti e Amministrazione e per rispettare la ratio protettiva delle norme emergenziali.
- In situazioni analoghe il contribuente deve documentare tempestivamente l'evento impeditivo (es. provvedimenti che hanno bloccato i lavori), dimostrare l'attivita compiuta per completare l'opera non appena possibile e conservare ogni prova dell'ultimazione prima della notifica dell'avviso; questi elementi aumentano le probabilita di successo in giudizio.
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