Cassazione Civile, Sentenza n. 18003/2024 del 01/07/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorso impugnava il decreto del Tribunale di Roma che aveva dichiarato inammissibile l'opposizione allo stato passivo proposta dal Condominio Cynthia e da tre condomini relativa alla domanda di rivendica o restituzione ex art.103 l. fall. di immobili acquisiti nel fallimento. I ricorrenti deducevano: (i) errore nel qualificare come azione reale quando si trattava di restituzione o comunque che l'azione rientrasse nelle attribuzioni dell'amministratore ex art.1130 n.4 c.c.; (ii) carenza o vizio della deliberazione assembleare di autorizzazione (delibera 8 aprile 2014) e mancata concessione del termine per regolarizzare il difetto di autorizzazione; (iii) illegittima esclusione della legittimazione processuale dei singoli condomini che non avevano partecipato alla domanda di ammissione al passivo ma intendevano opporsi agli effetti sfavorevoli del decreto.
La decisione
La Corte ha accolto il ricorso, ritenendo fondati i primi e terzi motivi (il secondo è stato assorbito). Ha affermato principi di diritto: l'azione ex art.103 l. fall. (rivendicazione/restituzione) soggiace al regime probatorio dell'art.621 c.p.c.; l'amministratore può proporre la rivendicazione purché munito della necessaria autorizzazione assembleare ex art.1131 e 1136 c.c.; in mancanza di preventiva autorizzazione l'assemblea può ratificare e il giudice deve concedere il termine ex art.182 c.p.c. per la regolarizzazione; una deliberazione adottata con maggioranza inferiore è annullabile ma resta efficace fintanto che non sia effettivamente annullata; ciascun condomino ha autonomia di legittimazione per agire o opporsi su diritti pro quota. Per questi motivi la Corte ha cassato il decreto impugnato e ha rinviato il procedimento al Tribunale di Roma, in diversa composizione, per nuovo esame e decidendo anche sulle spese di cassazione.
Norme richiamate
[a]i procedimenti che hanno ad oggetto domande di restituzione o di rivendicazione, si applica il regime probatorio previsto nell'articolo 621 del codice di procedura civile
Stabilisce che le domande di rivendicazione o restituzione nei confronti della procedura concorsuale sono soggette al regime probatorio di cui all'art.621 c.p.c.; distingue tra rivendicazione (diritto reale) e restituzione (diritto personale/obbligatorio).
Riferimento al regime probatorio applicabile nelle opposizioni di terzo (onere e mezzi di prova), equiparando le azioni di rivendicazione/restituzione ex art.103 l.f. alle opposizioni di terzo all'esecuzione.
Indica gli atti e i poteri dell'amministratore di condominio; segnatamente l'art.1130 n.4 consente gli atti conservativi ma le azioni di rivendicazione/espropriazione delle parti comuni eccedono gli atti meramente conservativi e richiedono autorizzazione assembleare.
Prevede che l'amministratore rappresenti il condominio e necessiti, per talune azioni non rientranti nei poteri ordinari, della preventiva autorizzazione dell'assemblea.
Stabilisce le maggioranze richieste per le deliberazioni assembleari; la Corte ha richiamato la necessità della maggioranza qualificata per autorizzare l'amministratore a promuovere azioni oltre i poteri ordinari.
Consente al giudice di assegnare un termine per regolarizzare la rappresentanza o la costituzione processuale; la Corte ha affermato che, se manca l'autorizzazione assembleare, il giudice deve concedere tale termine affinché l'assemblea possa ratificare.
Regola il termine di impugnazione delle deliberazioni assembleari (30 giorni) e la loro efficacia fino ad annullamento; la Corte ha rilevato che una delibera annullabile resta efficace finché non venga impugnata e annullata.
artt. 98 e 99 legge fallimentare
Riferiti al procedimento di opposizione allo stato passivo; il Tribunale aveva pronunciato in quella sede il decreto impugnato, ma la Cassazione ha precisato i requisiti di legittimazione per proporre opposizione in tali procedimenti.
Norma processuale richiamata in motivazione e negli atti di ricorso; la Corte l'ha considerata nel quadro della disciplina della rappresentanza e della regolarizzazione della costituzione processuale.
Riferimento normativo citato in ricorso in tema di difesa e rappresentanza processuale; impiegato nella ricostruzione delle ragioni di legittimazione dei condomini.
Norma del codice civile relativa a diritti reali e comproprietà, richiamata nel contesto delle questioni sulla titolarità delle cose comuni.
Definisce le parti comuni dell'edificio; la Corte lo utilizza per qualificare gli interessi oggetto della domanda di rivendica/restituzione.
Massime di principio
- L'azione di rivendicazione o restituzione esercitata contro la procedura concorsuale è soggetta al regime probatorio dell'art.621 c.p.c. e va valutata come azione che può essere reale o personale a seconda del titolo invocato.
- L'amministratore di condominio può promuovere azioni concernenti le parti comuni solo se previamente autorizzato dall'assemblea secondo le maggioranze di legge (art.1131 e 1136 c.c.); in mancanza l'assemblea può successivamente ratificare.
- Se manca la preventiva autorizzazione assembleare, il giudice deve concedere il termine ex art.182 c.p.c. per la regolarizzazione della rappresentanza anziché dichiarare immediatamente l'inammissibilità dell'azione.
- Una deliberazione assembleare adottata con maggioranza insufficiente è annullabile ma rimane efficace fino a quando non venga effettivamente impugnata e annullata; il giudice non può sindacarne l'inefficacia in via incidentale senza che sia stata svolta l'azione di annullamento.
- Ogni condomino ha una legittimazione autonoma e diretta, concorrente e alternativa rispetto a quella dell'amministratore, ad agire o a opporsi per la tutela dei diritti pro quota sulle parti comuni, anche se non ha presentato domanda nella verifica dello stato passivo.
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