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Sentenza

Sentenza n. 2483/2026 - Roma, Sezione 1

per l’annullamento Per quanto riguarda il ricorso introduttivo: delle Graduatorie di merito per la cdc AB24 Lazio, come approvate con il gravato decreto n. 1667 del 24/10/2022 a firma del Ministero dell’Istruzione e del Merito, Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio, Direzione Generale, Ufficio IV, Personale scolastico – Formazione del Personale Scolastico – Innovazione Tecnologica nella Scuola, avente ad oggetto “procedura ordinaria – DD 499/2020 e ss.mm. ed ii. – GRADUATORIA AB24 –LINGUA E CULT. STRANIERA(INGLESE)” e di ogni eventuale pedissequo allegato; - degli atti presupposti; Per quanto riguarda i motivi aggiunti presentati da Becchetti Monica il 19/12/2022: degli esiti delle prove del concorso ordinario, e, nelle more, l’USR Lazio ha pubblicato le graduatorie di merito definitive, che l’istante impugna con i presenti motivi aggiunti per ragioni di illegittimità derivata

Giustizia amministrativa202213756

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il TAR ha dichiarato il ricorso, comprensivo dei motivi aggiunti, improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., prendendo atto della dichiarazione con cui la ricorrente ha manifestato il proprio sopravvenuto difetto di interesse. Non sono state disposte statuizioni sulle spese, poiché le controparti non si erano costituite in giudizio.

TAR Lazio - Roma, Sez. III bisSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: graduatorie di merito definitive della procedura concorsuale ordinaria per la classe di concorso AB24, nonché gli esiti delle prove e gli atti presupposti

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazione scolastica)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato le graduatorie di merito relative alla classe di concorso AB24, approvate dall’Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio, nonché gli atti presupposti. Con motivi aggiunti ha impugnato anche gli esiti delle prove e le graduatorie definitive, deducendo l’illegittimità derivata. Nel corso del giudizio ha tuttavia dichiarato di non avere più interesse alla prosecuzione del ricorso.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse

    La sopravvenuta dichiarazione della ricorrente di non avere più interesse alla decisione determina l’improcedibilità del ricorso.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato in relazione alla trattazione della causa nell’udienza straordinaria di smaltimento dell’arretrato.

  • art. 13-quater disp. att. c.p.a.

    Richiamato con riguardo alla presenza della parte all’udienza straordinaria.

Massime di principio

  • La dichiarazione della parte ricorrente di non avere più interesse alla decisione, quando il sopravvenuto difetto di interesse risulta dal processo, comporta la dichiarazione di improcedibilità del ricorso ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
  • L’improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse può riguardare il ricorso introduttivo e i motivi aggiunti, quando questi ultimi dipendono dalla medesima controversia e la parte dichiara di non volerla più coltivare.
  • In assenza di costituzione delle controparti, la dichiarazione di improcedibilità può essere accompagnata dalla mancata pronuncia sulle spese di lite.

Come è indicizzato

MaterieConcorsi pubbliciEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiIstruzione e universitàProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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