Sentenza n. 351/2026 - Venezia, Sezione 1
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Venezia, Sezione Lavoro, che aveva imposto l’attivazione della Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente con accredito di 1.500 euro per gli anni scolastici dal 2020 al 2023
Esito
Favorevole al ricorrente (docente precario)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha chiesto l’ottemperanza della sentenza del Tribunale di Venezia n. 608/2024, passata in giudicato e notificata al Ministero il 20 gennaio 2025. La pronuncia aveva condannato il Ministero a costituire in suo favore la Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente, con accredito di 1.500 euro per gli anni scolastici compresi tra il 2020 e il 2023. La domanda di ottemperanza è stata proposta poiché l’Amministrazione non aveva spontaneamente eseguito il giudicato. Il Ministero, benché regolarmente intimato, non si è costituito.
La decisione
Il TAR ha ritenuto soddisfatte le condizioni processuali previste dall’art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a. e dall’art. 14 d.l. 669/1996, rilevando che la sentenza azionata era passata in giudicato ed era stata notificata all’Amministrazione. Nel merito ha accertato l’inadempimento del Ministero e ha accolto il ricorso, ordinando di dare esecuzione al giudicato entro 60 giorni dalla notificazione o comunicazione della sentenza, mediante costituzione della Carta elettronica e accredito della somma di 1.500 euro. In caso di ulteriore inerzia, l’esecuzione è stata affidata a un Commissario ad acta, individuato nel Direttore generale pro tempore della Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, con facoltà di subdelega e con un ulteriore termine di 60 giorni. Non è stato riconosciuto alcun compenso al Commissario, in quanto dipendente della stessa Amministrazione debitrice. Il Ministero è stato inoltre condannato al pagamento delle spese di lite, liquidate in 800 euro oltre accessori di legge.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
Disciplina il giudizio di ottemperanza; il TAR ha ordinato l’esecuzione del giudicato e ha nominato un Commissario ad acta per l’eventuale ulteriore inerzia dell’Amministrazione.
art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a.
Il giudizio di ottemperanza è stato ritenuto ammissibile in relazione all’esecuzione di una sentenza passata in giudicato emessa dal giudice ordinario.
art. 14 d.l. 669/1996, convertito dalla l. 30/1997
Il TAR ha ritenuto soddisfatte le condizioni previste per procedere all’esecuzione nei confronti dell’Amministrazione debitrice.
art. 1, comma 121, l. 107/2015
Individua la Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente, la cui costituzione e il cui accredito sono stati ordinati in esecuzione del giudicato.
artt. 2, 5, 6 e 8 d.p.c.m. 28 novembre 2016
Definiscono modalità e funzionalità della Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente, alle quali l’Amministrazione deve conformarsi nell’esecuzione della sentenza.
Massime di principio
- Il giudizio di ottemperanza è esperibile per ottenere l’esecuzione di una sentenza del giudice ordinario passata in giudicato che abbia imposto a una pubblica amministrazione un obbligo specifico e non adempiuto.
- Quando l’Amministrazione non esegue spontaneamente il giudicato, il giudice amministrativo può ordinare l’adempimento entro un termine determinato e nominare sin d’ora un Commissario ad acta per il caso di ulteriore inerzia.
- La verifica preliminare della definitività della sentenza e della sua notificazione all’Amministrazione costituisce condizione per procedere all’ottemperanza nei casi previsti dall’art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a.
- Il Commissario ad acta individuato in un dipendente già inserito nella struttura dell’Amministrazione debitrice non ha diritto a un compenso aggiuntivo per le funzioni commissariali, salvo diversa previsione non emergente dal provvedimento.
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