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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 01749/2026 del 15/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso in cassazione con quattro motivi: 1) contestazione della bancarotta fraudolenta distrattiva relativa al ricavato (19.250 euro) della vendita di un macchinario che, secondo la difesa, era di proprietà della ditta Kerida e non sarebbe mai entrato nel patrimonio della Swift Project s.r.l., con la prospettazione di una simulazione contabile e nessun danno effettivo ai creditori; 2) doglianza sulla motivazione relativa alla distrazione di canoni di locazione per euro 32.800: il ricorrente ha prodotto contratto di sublocazione che lo legittimava a incassare i canoni, pertanto non sarebbe chiaro in che modo la Swift Project sia stata danneggiata; 3) censura per la bancarotta documentale semplice: la sentenza non specifica le irregolarità contabili contestate né come queste si riferiscano alla condotta del ricorrente; 4) censura sulla bancarotta semplice per aggravamento del dissesto per ritardata richiesta di fallimento, contestando la sussistenza della colpa grave e sostenendo che si sia trattato di imprudenza imprenditoriale e di mancato pagamento dell'IMU senza pregiudizio per fornitori.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato in parte. Ha annullato la sentenza impugnata con rinvio per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte d'Appello di Trieste. In particolare: il primo motivo (bancarotta distrattiva relativa alla vendita del macchinario) è ritenuto fondato poiché i giudici di merito hanno compiuto un salto logico fondando la qualificazione distrattiva solo sulla formale fatturazione, senza accertare se il bene e la somma siano effettivamente entrati e rimasti nel patrimonio sociale o se si tratti di una simulazione che, al più, potrebbe integrare un reato fiscale (decreto legislativo n. 74/2000). Il secondo motivo (distrazione dei canoni di locazione) è ugualmente fondato perché non è chiaro per quale titolo la fallita sia stata effettivamente danneggiata dato il contratto di sublocazione a favore del ricorrente. Il terzo motivo (bancarotta documentale) è fondato: manca nella motivazione la puntuale indicazione delle irregolarità contabili attribuite al ricorrente. Il quarto motivo (aggravamento del dissesto per ritardo nella richiesta di fallimento) è stato assorbito dalla decisione. La sentenza è annullata con rinvio per rinnovata valutazione sui profili di bancarotta distrattiva e documentale e con indicazione di chiarire se ricorrano gli indici di fraudolenza e l'idoneità del distacco patrimoniale a recare danno ai creditori.

Norme richiamate

  • Decreto legislativo n. 74/2000

    Indicato come possibile qualificazione alternativa della condotta qualora si tratti di emissione di fatture inesistenti o di operazioni simulate con rilevanza fiscale, distinta dalla bancarotta distrattiva.

  • Art. 219 legge fallimentare (L.F.)

    Richiamato in relazione alla presenza di un'aggravante riconosciuta dai giudici di merito; la Corte di Cassazione non annulla tale accertamento ma lo inserisce nel contesto della rivalutazione complessiva.

  • Art. 217, comma secondo, legge fallimentare

    Richiama la distinzione tra bancarotta documentale semplice e bancarotta documentale fraudolenta, e la necessità che il giudice specifichi le irregolarità contabili contestate. La Corte ricorda che l'illiceità nella bancarotta semplice riguarda le scritture obbligatorie e i libri prescritti dalla legge.

  • Art. 173 disposizioni attuative codice di procedura penale

    Norma procedurale che limita la motivazione richiesta in Cassazione: i motivi sono enunciati nei limiti richiesti ai fini della motivazione d'appello; il ricorso è stato ammesso e valutato nei limiti autorizzati.

Massime di principio

  • Il reato di bancarotta fraudolenta distrattiva pre-fallimentare è un reato di pericolo concreto: occorre provare che la sottrazione abbia inciso in modo durevole sulla consistenza patrimoniale idonea a danneggiare i creditori, non basta la mera formale annotazione contabile.
  • Quando la vendita di un bene riguarda oggetti di proprietà di terzi o di società cessate, il giudice deve accertare concretamente l'effettivo ingresso del bene e/o del denaro nel patrimonio sociale e la permanenza del depauperamento; in mancanza può ricorrere una qualificazione alternativa, ad esempio reato fiscale per fatture inesistenti.
  • Nelle ipotesi di presunta distrazione di canoni di locazione, è essenziale dimostrare il titolo giuridico del credito (a chi erano dovuti i canoni) e la titolarità del rapporto: un contratto di sublocazione che attribuisce al convenuto il diritto a incassare i canoni può escludere la distrazione dalla massa fallimentare.
  • Per la bancarotta documentale il giudice deve indicare con precisione quali scritture obbligatorie o libri sono tenuti in modo irregolare o mancanti e come ciò abbia impedito la ricostruzione del patrimonio o del volume d'affari; la semplice affermazione di disordine contabile non è sufficiente.
  • In fase di valutazione e nel rinvio, il giudice deve motivare collegando fatti, prova e norma: indicare i flussi finanziari, i titoli di proprietà, gli estremi delle fatture e la loro effettiva contabilizzazione e pagamento per determinare se sussiste distrazione o una operazione simulata.
  • Il pubblico ministero ha l'onere di provare gli indici di fraudolenza (condizioni patrimoniali dell'impresa, contesti di cointeresse, ragionevolezza economica dell'operazione) e la persistenza del pregiudizio per i creditori fino al momento anteriore all'apertura della procedura fallimentare.

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