Cassazione Penale, Sentenza n. 37834/2023 del 15/09/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione articolato in due motivi: 1) violazione di legge e vizio di motivazione circa la sua qualificazione come amministratore di fatto della società; 2) vizio di motivazione relativo al diniego delle circostanze generiche (mitiganti). Il ricorrente contestava l'accertamento della sua effettiva direzione della società e la mancata concessione delle generiche.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e quindi inammissibile. Ha ritenuto corrette le motivazioni dei giudici di merito, che avevano qualificato il ricorrente amministratore di fatto sulla base di dichiarazioni convergenti (amministratore di diritto, commercialista, sorella) e della disponibilità da parte del ricorrente di documentazione societaria custodita nella sua abitazione. Il giudice di legittimità ha ritenuto che il ricorrente avesse solo proposto una lettura alternativa dei fatti senza dimostrare un travisamento probatorio macroscopico. Ha inoltre confermato il diniego delle generiche alla luce della mancanza di segni di resipiscenza e dell'ampio pregresso di precedenti specifici. Il ricorrente è stato condannato alle spese di procedimento e al versamento, in via equitativa, di euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
Norma del reato contestato; la Corte ha confermato che gli elementi probatori raccolti erano idonei a configurare la responsabilità per il reato previsto da tale disposizione, in ragione del ruolo di fatto dell'imputato nella gestione societaria
Norma richiamata per l'onere delle spese a carico del ricorrente in caso di inammissibilità del ricorso; la Corte ha disposto che il ricorrente sostenga le spese del procedimento
Sentenza Corte costituzionale 13 giugno 2000, n. 186
Citata per i criteri relativi al pagamento alla Cassa delle Ammende e per valutare l'assenza di "colpa nella determinazione della causa di inammissibilità"; sulla base di tale presupposto la Corte ha comunque disposto un versamento equitativo di euro 3.000,00
Massime di principio
- La qualifica di "amministratore di fatto" può essere apportata dai giudici sulla base della convergenza delle dichiarazioni probatorie e della prova materiale della disponibilità e gestione della documentazione societaria, anche se la titolarità formale era in capo ad altri.
- Una lettura alternativa dei fatti proposta dall'imputato non è sufficiente a superare una valutazione di merito consolidata in prima e in seconda istanza; per la cassazione è necessario dimostrare un travisamento probatorio macroscopico o una palese illogicità nelle motivazioni.
- La presenza di numerosi precedenti specifici e l'assenza di segni di resipiscenza possono legittimamente giustificare il diniego delle circostanze generiche (mitiganti).
- Il possesso o la custodia della documentazione contabile e amministrativa della società presso l'abitazione dell'imputato è elemento significativo per dimostrare il controllo effettivo sulla gestione aziendale.
- In sede di cassazione, i criteri processuali e le norme procedurali (es. art. 616 c.p.p.) possono comportare la condanna alle spese e, in determinate condizioni, il versamento alla Cassa delle Ammende; tuttavia la Corte può modulare tale somma in via equitativa quando non sussiste una colpa grave nella determinazione dell'inammissibilità.
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