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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32558/2025 del 02/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso avverso l'ordinanza che confermava l'applicazione degli arresti domiciliari a carico di Zummo per il reato di tentato omicidio (25/10/2024). Il difensore contestava la motivazione sulle esigenze cautelari (art. 606, comma 1, lett. e), c.p.p.), denunciando mancanza, contraddittorietà e manifesta illogicità nella valutazione del pericolo di reiterazione, in ragione dell'incensuratezza dell'indagato, del cambiamento di lavoro, della spontanea consegna della pistola ai Carabinieri e delle dichiarazioni parzialmente confessorie rese dall'indagato; inoltre sosteneva che l'esclusione della premeditazione e l'attribuzione del fatto a impulso d'ira avrebbero reso incompatibile la misura custodiale più afflittiva.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso come infondato e ha confermato l'ordinanza impugnata. Ha richiamato il principio per cui in Cassazione è sindacabile soltanto la violazione di norme o la manifesta illogicità della motivazione e non il merito della valutazione cautelare. Il giudice ha ritenuto adeguata la motivazione del Tribunale, che aveva valorizzato la gravità e le modalità esecutive del fatto e la personalità dell'indagato (incapacità di autocontrollo e propensione alla violenza). Ha ritenuto irrilevante, ai fini dell'esclusione del pericolo di reiterazione, l'incensuratezza, il cambio di lavoro, la consegna dell'arma e le dichiarazioni ritenute incongruenti rispetto alla consulenza tecnica; di conseguenza la misura degli arresti domiciliari è stata confermata.

Norme richiamate

  • art. 606, comma 1, lett. e), cod. proc. pen.

    Norma invocata quale parametro di ammissibilità del ricorso per cassazione: il ricorso deve dedurre vizio di motivazione 'mancanza, contraddittorietà e manifesta illogicità' per essere esaminato.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione richiamata sul limite del sindacato del giudizio di merito

    Sez. 6, n. 49153 del 12/11/2015 (Mascolo); Sez. 1, n. 6972 del 7/12/1999 (Alberti); Sez. 1, n. 1083 del 20/2/1998 (Martorana); Sez. 2, n. 31553 del 17/5/2017 (Paviglianiti)

    La Corte può rilevare solo vizi argomentativi che incidano sulla logicità minima della motivazione; non può sostituirsi al giudice del merito per riconsiderare i fatti o rivalutare l'intensità delle esigenze cautelari.

  • Giurisprudenza su incensuratezza e pericolosità

    Sez. 5, n. 42784 del 23/5/2016 (Castagna); Sez. 2, n. 4820 del 23/10/2012 (Mellucci)

    L'incensuratezza è una presunzione relativa di minima pericolosità sociale che può essere superata se le modalità concrete della condotta mostrano un'elevata pericolosità e incapacità di autocontrollo.

  • Giurisprudenza su propensione alla violenza e rischio di reiterazione

    Sez. 5, n. 18398 del 25/2/2022 (Berlingò); Sez. 1, n. 32995 del 22/3/2013 (Prostamo)

    Una propensione dimostrata alla violenza, anche se l'episodio specifico è occasionale rispetto al contesto, può giustificare la sussistenza del pericolo concreto e attuale di commettere fatti analoghi, giustificando misure custodiali più afflittive.

Massime di principio

  • In Cassazione i ricorsi contro misure cautelari devono dimostrare violazioni di legge o manifesta illogicità della motivazione: non è ammessa una semplice rivalutazione del merito.
  • L'incensuratezza dell'indagato non è di per sé idonea a escludere il pericolo di reiterazione se le modalità del fatto evidenziano gravi indizi di propensione alla violenza o incapacità di autocontrollo.
  • Cambiamenti di vita (es. nuovo lavoro) o la consegna di un'arma non esauriscono la valutazione del pericolo di reiterazione se il giudice fonda la prognosi sulla personalità e sulle modalità del fatto.
  • Dichiarazioni parzialmente confessorie o negatorie non sono automaticamente idonee a dimostrare resipiscenza; la loro efficacia dipende dalla coerenza con le risultanze probatorie tecniche.
  • Quando la gravità del fatto e le modalità esecutive indicano un rischio concreto di commettere reati gravi, il giudice può ritenere necessaria una misura custodiale anche più afflittiva degli arresti domiciliari.
  • Nella redazione del ricorso in Cassazione è essenziale indicare con precisione gli elementi di manifesta illogicità o la violazione normativa della motivazione impugnata, altrimenti il ricorso sarà dichiarato infondato.

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