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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37146/2023 del 12/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti erano stati condannati per il reato previsto dall'art. 388, commi 3-4, c.p., per avere, in qualità di proprietari e custodi, effettuato interventi edilizi non conformi alla concessione (cambio di destinazione d'uso e abusi) su un immobile pignorato, con conseguente presunto deprezzamento quantificato dal CTU d'ufficio in circa €20.120. In appello gli imputati hanno dedotto: (i) vizio di motivazione per mancata valutazione della consulenza di parte che dimostrava un incremento di valore dei lavori e per mancata considerazione del valore pre-intervento; (ii) interpretazione errata della nozione di "deterioramento" ai sensi dell'art. 388 comma 5 c.p., sostenendo che il bene non era reso inservibile dato che poi fu trasferito all'asta per €123.500; (iii) carenza di prova del dolo, posto che gli interventi erano stati fatti con ingente investimento volto a migliorare il bene.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto i ricorsi fondati. Ha censurato la Corte di appello per non aver dato adeguata valutazione alla consulenza di parte e per non aver chiarito se il deprezzamento accertato fosse effettivamente tale da compromettere la funzionalità o la destinazione naturale dell'immobile (ossia se il ripristino richiedesse attività non agevole). Ha inoltre ritenuto insufficiente la motivazione circa il dolo degli imputati. Per questi motivi la sentenza impugnata è stata annullata: senza rinvio agli effetti penali perché il reato si è estinto per prescrizione il 14 giugno 2022; con rinvio al giudice civile competente, per un nuovo giudizio sugli aspetti risarcitori e per la regolamentazione delle spese tra le parti.

Norme richiamate

  • art. 388 cod. pen. (commi 3-4)

    La norma punisce il deterioramento di cose sottoposte a vincolo/provvedimento esecutivo; nella vicenda è stata applicata per i lavori eseguiti sull'immobile pignorato ritenuti causa di deprezzamento.

  • art. 388 cod. pen. (comma 5)

    Richiamata nella doglianza difensiva in quanto il comma chiarisce la nozione tecnica di "deterioramento"; la Corte di legittimità richiama l'interpretazione secondo cui il deterioramento è tecnicamente configurabile quando la cosa è resa inservibile rispetto all'uso o alla sua naturale destinazione.

  • Giurisprudenza di legittimità (massime citate)

    La Cassazione richiama precedenti (Sez. 3 n. 15460/2016; Sez. 2 n. 20930/2012; Sez. 2 n. 41284/2009) per precisare che il deterioramento richiede una riduzione apprezzabile della capacità del bene di soddisfare bisogni o della sua idoneità alla destinazione, e che lo stato deve rendere necessario per il ripristino un'attività non agevole.

Massime di principio

  • Il "deterioramento" penale non si valuta solo in termini di valore economico assoluto: occorre accertare se la funzionalità o la destinazione naturale del bene siano realmente compromesse e se il ripristino richieda lavori non agevoli.
  • La semplice riduzione del valore patrimoniale, se di entità marginale rispetto al valore complessivo e non incidente sulla funzionalità, può non integrare il reato di deterioramento.
  • La prova peritale assume rilievo decisivo: giudici di merito devono confrontare e motivare espressamente le valutazioni tra CTU d'ufficio e consulenze di parte, spiegando perché privilegiano una stima piuttosto che un'altra.
  • Sulla sussistenza del dolo, gli investimenti tesi a migliorare l'immobile o la mancanza di elementi che dimostrino la consapevolezza dell'illiceità dei lavori possono far sorgere dubbi, che devono essere adeguatamente valutati e motivati dal giudice.
  • In casi di carenza motivazionale sulla natura e sulle conseguenze degli interventi, la sentenza penale può essere annullata; se il reato è nel frattempo estinto per prescrizione, l'annullamento opera senza rinvio per gli effetti penali, mentre le questioni civili (risarcitorie) possono essere rimesse al giudice civile per nuovo esame.

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