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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29591/2023 del 07/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Procuratore generale impugnava la sentenza di appello relativamente al capo A (presunta bancarotta documentale), censurando la qualificazione del fatto come bancarotta semplice e la declaratoria di prescrizione: sosteneva che la Corte territoriale non avrebbe adeguatamente considerato l'assenza di tutte le scritture dal 31/12/2008 al fallimento (27/4/2011) e che, quindi, doveva ritenersi il dolo specifico della bancarotta fraudolenta documentale. Il ricorrente Miele deduceva varie censure: vizi di motivazione e di travisamento della prova; violazioni processuali e di correlazione; inutilizzabilità di alcune prove; contestava la qualificazione e chiedeva l'assoluzione o, in subordine, l'annullamento per vizio motivazionale. In relazione al capo B (bancarotta fraudolenta patrimoniale) Miele ha dedotto che risultano versamenti a favore della società (circa €380.000) anteriori alle distrazioni contestate e che non è stata chiarita la temporalità e la titolarità delle condotte distrattive rispetto alla sua cessazione dalla carica di amministratore, nonché la possibilità di configurare una bancarotta riparata.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Procuratore generale sul capo A; ha ritenuto infondato il gravame pubblico rispetto alla qualificazione come bancarotta semplice e alla prescrizione, ritenendo la motivazione di merito non manifestamente illogica. Ha ritenuto invece parzialmente fondato il secondo motivo di ricorso di Miele relativo al capo B: la Corte territoriale non ha sufficientemente argomentato sulle allegazioni di Miele circa i versamenti effettuati e non ha chiarito il periodo delle distrazioni rispetto alla cessazione del Miele dalla carica di amministratore; per tali ragioni la sentenza è stata annullata limitatamente a Vincenzo Miele sul capo B con rinvio per nuovo giudizio alla Corte d'appello di Salerno. Il resto dei motivi di Miele è stato dichiarato inammissibile o rigettato.

Norme richiamate

Massime di principio

  • La delega della tenuta della contabilità a un professionista non esonera automaticamente l'imprenditore o l'amministratore dall'obbligo di vigilanza: sussiste una presunzione semplice di responsabilità che può essere superata solo con prova rigorosa.
  • Per configurare la bancarotta fraudolenta documentale (art. 216) è necessario dimostrare il dolo specifico relativo all'omessa tenuta o falsificazione delle scritture; l'assenza di scritture può comunque essere qualificata come colpa (art. 217) se emergono elementi che escludono il dolo.
  • In impugnazioni per cassazione, i motivi devono essere specifici e motivati: rimandi generici all'appello o eccezioni non sviluppate comportano inammissibilità o rigetto per genericità.
  • Quando si contesta la responsabilità per distrazioni patrimoniali (bancarotta patrimoniale), è essenziale precisare il tempo delle condotte e il ruolo ricoperto dall'imputato in quel periodo; l'attribuzione di responsabilità deve essere adeguatamente motivata rispetto alla cessazione dalla carica di amministratore.
  • La presenza di versamenti effettuati dall'imputato a favore della società può rilevare in termini di bancarotta riparata o come indizio di assenza di dolo, ma occorre che tali circostanze siano esaminate e argomentate puntualmente in sentenza.
  • Se il reato è estinto per prescrizione, la possibilità di sindacare vizi di motivazione in Cassazione è limitata: difetti non incidenti sulla declaratoria estintiva sono spesso irrilevanti ai fini della cognizione di legittimità.

Testo integrale

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