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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29419/2023 del 07/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha accolto il motivo di ricorso ritenendo applicabile la nuova disciplina procedurale (querela) anche ai fatti commessi anteriormente alla sua entrata in vigore, essendo la norma di favore per l'imputata. Poiché non risultava alcuna querela, la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata disponendo la cessazione del procedimento penale per difetto della condizione di procedibilità.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Patrizia Greco impugnava la condanna per il reato di furto semplice confermata dalla Corte d'Appello di Palermo. Nel frattempo è intervenuta la modifica normativa (d.lgs. 10/10/2022 n.150) che ha trasformato il delitto in procedibile a querela della persona offesa, salvo alcune eccezioni. L'aggravante riconosciuta dai giudici di merito non rientra nelle eccezioni previste dalla novella, per cui il reato è divenuto procedibile a querela. I giudici della Cassazione hanno inoltre valutato che la novella, essendo di favore per l'imputato, si applica retroattivamente anche ai fatti commessi prima dell'entrata in vigore (30/12/2022). Dalle verifiche in atti e presso la Procura non è emersa alcuna querela della persona offesa.

Norme richiamate

  • d.lgs. 10 ottobre 2022 n. 150 (riforma 'Cartabia')

    Il delitto è punibile a querela della persona offesa. Si procede, tuttavia, d'ufficio se la persona offesa è incapace, per età o per infermità, ovvero se ricorre taluna delle circostanze di cui all'articolo 625, numeri 7, salvo che il fatto sia commesso su cose esposte alla pubblica fede, e 7-bis).

    La modifica ha trasformato il furto semplice in reato procedibile a querela, prevedendo comunque ipotesi tassative di procedibilità d'ufficio; la Corte ha ritenuto che tale disposizione sia di favore e quindi applicabile anche ai reati antecedenti l'entrata in vigore.

  • art. 2, comma 4, cod. pen.

    Principio di adeguamento tra leggi penali e regime di procedibilità: la Corte richiama l'applicazione di questo principio per stabilire la retroattività della norma processuale di favore, seguendo la giurisprudenza consolidata.

  • art. 625 cod. pen. (numeri 7 e 7-bis) - richiamato dalla riforma

    Le ipotesi indicate nell'art. 625 (es. particolari circostanze che giustificano la procedibilità d'ufficio) costituiscono le eccezioni alla procedibilità a querela previste dalla novella; se non ricorrono, il reato è procedibile solo a querela.

Massime di principio

  • Se una norma successiva rende un reato procedibile a querela e costituisce una disposizione di favore per l'imputato, essa si applica anche ai fatti commessi anteriormente all'entrata in vigore, salvo diversa indicazione normativa espressa.
  • Quando il regime di procedibilità cambia in senso favorevole, il giudice deve verificare d'ufficio la presenza della querela; in mancanza della querela il procedimento va dichiarato estinto o la sentenza annullata per difetto della condizione di procedibilità.
  • Le eccezioni che consentono la procedibilità d'ufficio (es. incapacità della persona offesa, circostanze tassativamente indicate) devono essere valutate concretamente; se le circostanze aggravanti riconosciute non rientrano nelle eccezioni, non giustificano la prosecuzione d'ufficio dell'azione penale.
  • Prima di disporre la continuazione del processo dopo una riforma sulla procedibilità è necessario accertare negli atti e presso la Procura la presenza di querela o di fatti che legittimino la procedibilità d'ufficio.
  • L'annullamento senza rinvio è la conseguenza appropriata quando manca la condizione di procedibilità e non è possibile proseguire il processo per difetto di querela.

Testo integrale

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