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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37674/2025 del 19/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La ricorrente impugnava esclusivamente la statuizione relativa alla confisca dell'intera somma di euro 7.083,00 disposta a carico di ciascun concorrente, lamentando che, nel concorso di persone, la Corte di appello aveva applicato un principio solidaristico che non consente di attribuire automaticamente a ciascun concorrente l'intero profitto conseguito dal reato. Chiedeva che la confisca fosse limitata alla quota effettivamente conseguita da ciascun imputato o, in mancanza di prova della singola quota, ripartita equamente secondo criteri legittimi.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto fondato il ricorso e, alla luce della pronuncia delle Sezioni unite (sentenza n. 13783/2025), ha annullato la parte della sentenza di merito relativa alla confisca di euro 7.083,00 a carico della Stoica Terca, rinviando alla Corte di appello di Perugia per la rideterminazione della confisca conformemente al principio secondo cui, in assenza di solidarietà passiva, la confisca deve riguardare la sola quota di profitto effettivamente conseguita da ciascun concorrente (con possibilità, solo se la quota non sia individuabile, di ripartizione in parti uguali). Tutto il resto della sentenza è rimasto confermato.

Norme richiamate

  • art. 110 cod. pen.

    richiamato come norma che disciplina il concorso di persone nel reato; la Corte usa il principio di concorso per esaminare la ripartizione della confisca tra concorrenti

  • art. 7, comma 1, decreto-legge n. 4 del 2019, conv. con legge n. 26 del 2019

    art. 7, comma 1, del decreto-legge n. 4 del 2019, convertito con modificazioni con legge n. 26 del 2019

    norma materiale allegata al capo di imputazione; citata per identificare il fatto illecito da cui deriva il profitto soggetto a confisca

  • art. 316-ter cod. pen.

    reato contestato e considerato assorbito nel capo relativo agli artt. 110 e 7 dl 4/2019; riferimento per la ricostruzione del quadro complessivo delle imputazioni

  • art. 131-bis cod. pen.

    norma utilizzata per la proscioglienza (non punibilità) dei soggetti; la Corte osserva che l'assoluzione ai sensi dell'art. 131-bis non esclude, di per sé, la confiscabilità del profitto, ma incide sulla determinazione della misura della confisca a carico del singolo

  • Corte di cassazione, Sezioni unite penali, sentenza n. 13783 del 8 aprile 2025

    Corte di cassazione, Sezioni unite penali, 8 aprile 2025, n. 13783, rv 287756-01

    principio determinante applicato dalla Cassazione: in caso di concorso di persone, esclusa ogni forma di solidarietà passiva, la confisca deve essere disposta nei confronti di ciascun concorrente limitatamente a quanto dal medesimo conseguito; l'accertamento della quota individuale è oggetto di prova nel contraddittorio e, solo se la quota non è individuabile, è legittima la ripartizione in parti uguali

Massime di principio

  • In caso di concorso di persone nel reato, se non sussiste solidarietà passiva, la confisca deve essere limitata alla quota di profitto effettivamente conseguita da ciascun concorrente.
  • L'accertamento della quota individuale di arricchimento è onere probatorio e va svolto nel contraddittorio tra le parti; il giudice deve motivare la determinazione della quota.
  • Solo se non è possibile individuare la quota spettante a ciascun concorrente è ammessa una ripartizione del profitto in parti uguali.
  • L'assoluzione o la non punibilità ai sensi dell'art. 131-bis non esclude in assoluto la confiscabilità del profitto, ma rende necessario valutare la misura della confisca rispetto alla partecipazione e al profitto realmente conseguito da ciascun imputato.
  • Se il giudice di merito applica un principio in contrasto con una recente pronuncia di legittimità, la decisione sulla confisca può essere annullata in parte e rinviata per un nuovo esame conforme al principio di diritto consolidato.

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