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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33977/2024 del 06/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso avverso l'ordinanza che aveva fissato la pena da eseguire in Italia in anni 3 e mesi 4 di reclusione, detraendo il periodo di custodia cautelare presofferto in Italia (28/05/2023 - 05/07/2023). Il ricorrente denunciava violazione di legge, in particolare dell'art.16 D.Lgs.161/2010, sostenendo che la Corte territoriale aveva arbitrariamente ritenuto che la pena inflitta dalle autorità rumene fosse già stata calcolata escludendo il periodo di custodia presofferto in Romania (4/03/2022 - 28/11/2022), e dunque non lo avesse più detratto dalla pena da eseguire in Italia.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto che il provvedimento impugnato avesse chiarito l'incertezza circa la detraibilità del periodo di custodia in Romania: il MAE conteneva indicazioni inequivoche, richiamando l'art.72 co.1 del codice penale rumeno, secondo cui il periodo di detenzione era già stato detratto in sede di cognizione, e quindi la pena da "esecutare" risultava pari a 3 anni e 4 mesi. Il ricorrente non ha fornito elementi concreti per confutare questa lettura del MAE e della norma rumena; il ricorso è stato rigettato e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • D.Lgs. 161/2010, art. 16

    Invocato dal ricorrente come norma sulla determinazione della pena da eseguire in Italia; tuttavia la Corte ha ritenuto che la questione concreta fosse risolta dalla lettura del MAE e della norma rumena richiamata, e che il ricorrente non avesse dimostrato una violazione applicativa rilevante di tale decreto legislativo.

  • Mandato di Arresto Europeo (MAE) e art.72 co.1 codice penale rumeno

    Il MAE contiene indicazioni secondo cui, ai sensi dell'art.72 co.1 c.p. rumeno, dalla pena determinata in sede di cognizione era stato già detratto il periodo di detenzione presofferto in Romania; pertanto la pena da eseguire indicata nel MAE (3 anni e 4 mesi) è risultata già comprensiva della detrazione del tempo scontato in Romania e andava soltanto decurtata del periodo di custodia presofferto in Italia.

Massime di principio

  • Nel caso di esecuzione di una pena straniera attraverso MAE, verificare sempre se il MAE o la documentazione straniera indicano esplicitamente che il periodo di custodia prestato all'estero è già stato detratto: se sì, non va detratto nuovamente.
  • Se il MAE è chiaro nel richiamare la norma penale straniera che ha già computato la detrazione del presofferto, l'autorità esecutrice deve darvi credito a meno che non emergano elementi concreti contrari forniti dal condannato.
  • Se permane ambiguità nella certificazione estera, l'autorità italiana deve chiarire l'entità della pena residua, acquisendo eventualmente documentazione integrativa o chiarimenti dall'autorità emittente prima di determinare la pena da eseguire.
  • Il condannato deve fornire elementi concreti e specifici per contestare la lettura del MAE o della normativa straniera: censure meramente assertive e prive di prove non sono sufficienti.
  • La custodia cautelare prestata nello Stato di esecuzione (Italia) deve essere detratta dalla pena da eseguire in Italia, salvo che risulti che tale periodo sia già stato considerato nella determinazione della pena riportata nel MAE.

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