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Cassazione Penale, Ordinanza n. 06916/2025 del 19/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La ricorrente impugnava la sentenza della Corte d'appello che l'aveva ritenuta responsabile del delitto di evasione. I motivi dedotti riguardavano: 1) la contestazione della responsabilità per il reato di cui all'art. 385 c.p., sostenendo che la condotta non integrasse evasione; 2) l'omessa concessione delle circostanze attenuanti generiche, con un cenno anche alla mancata applicazione della causa di non punibilità di cui all'art. 131-bis c.p.; 3) la dedotta prescrizione del reato. La Corte di cassazione ha ritenuto i motivi generici e manifestamente infondati, osservando che la Corte territoriale aveva spiegato che l'imputata era stata controllata in un luogo diverso da quello autorizzato per svolgere attività lavorativa, che l'intensità del dolo giustificava il diniego delle attenuanti generiche, che l'art. 131-bis non era applicabile anche per la presenza di otto precedenti per evasione, e che la prescrizione non era maturata per effetto della recidiva contestata e ritenuta.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha confermato, nei fatti, la decisione di merito sul reato di evasione, ha ritenuto infondati i rilievi sulle attenuanti generiche e sulla particolare tenuità del fatto, e ha escluso la maturazione della prescrizione, richiamando il termine decennale applicabile in ragione della recidiva ex art. 99, quarto comma, c.p. Il reato, commesso il 13 gennaio 2017, si prescriverebbe solo il 12 gennaio 2027. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 385 c.p.

    Integra evasione la condotta di chi, autorizzato a recarsi in un determinato luogo per attività lavorativa, viene controllato in un luogo diverso da quello consentito.

  • art. 131-bis c.p.

    La causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto è manifestamente esclusa quando risultano plurimi precedenti specifici per evasione, indicativi di non occasionalità della condotta.

  • art. 99, quarto comma, c.p.

    La recidiva contestata e ritenuta incide sul termine prescrizionale, che nel caso di specie è stato indicato in dieci anni.

  • art. 157 c.p.

    Il reato, commesso il 13 gennaio 2017, non era ancora prescritto al momento della decisione, poiché il termine maturava il 12 gennaio 2027.

Massime di principio

  • In tema di evasione, è configurabile il reato quando la persona sottoposta a restrizione o a misura limitativa della libertà personale venga rintracciata in un luogo diverso da quello specificamente autorizzato.
  • Il diniego delle attenuanti generiche può essere sorretto dal riferimento all'intensità del dolo e alla valutazione complessiva della personalità e della condotta dell'imputato.
  • La causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto non è applicabile quando la condotta si inserisce in una serie di precedenti specifici che escludono la minima offensività e l'occasionalità del fatto.
  • La prescrizione va verificata tenendo conto delle eventuali aggravanti o della recidiva contestata e ritenuta, che possono incidere sul termine di estinzione del reato.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniEvasione
RamiProcesso penaleReati contro l'amministrazione della giustizia
IstitutiPrescrizione del reatoParticolare tenuità del fatto

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