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Cassazione Penale, Ordinanza n. 19667/2026 del 29/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello che aveva confermato la condanna di primo grado per bancarotta fraudolenta distrattiva. In concreto, la contestazione riguardava il concorso nella distrazione di beni della società fallita: secondo la decisione di merito, il ricorrente si era consapevolmente reso parte dell'atto di trasferimento dei beni della società, contribuendo a dissimulare la sottrazione patrimoniale. Con il ricorso sono stati dedotti: 1) vizio di motivazione e violazione di legge nella valutazione della prova; 2) ulteriori censure sulla ricostruzione probatoria; 3) vizio di motivazione in relazione alla valutazione dell'esame di un teste; 4) vizio di motivazione per la mancata riqualificazione del fatto in favoreggiamento; 5) vizio di motivazione e violazione di legge per il diniego delle circostanze attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto i primi tre motivi in parte o totalmente diretti a ottenere una rivalutazione del compendio probatorio, attività preclusa in sede di legittimità; ha qualificato il quarto motivo come inammissibile perché meramente reiterativo di censure già disattese in appello e quindi privo di specificità; ha ritenuto anche il quinto motivo inammissibile perché manifestamente infondato, essendo stata la mancata concessione delle attenuanti generiche adeguatamente motivata dalla Corte territoriale con riferimento a elementi personali e fattuali ritenuti decisivi. Conseguentemente, il ricorso è stato respinto in rito con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 62-bis c.p.

    Il diniego delle circostanze attenuanti generiche è legittimo quando il giudice di merito motivi richiamando gli elementi personali e fattuali ritenuti decisivi o comunque rilevanti, senza dover esaminare analiticamente tutti gli elementi favorevoli e sfavorevoli prospettati dalle parti.

  • art. 216 l. fall.

    La bancarotta fraudolenta distrattiva può essere integrata anche dal concorso consapevole nell'atto di trasferimento dei beni della società fallita, con funzione di dissimulazione della sottrazione patrimoniale.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non è consentito sollecitare una nuova valutazione del compendio probatorio o una diversa ricostruzione dei fatti rispetto a quella compiuta dal giudice di merito.
  • Il vizio di motivazione non può essere fondato su mere censure di fatto che si limitino a contrapporre una lettura alternativa delle risultanze processuali a quella accolta nella sentenza impugnata.
  • È inammissibile il motivo di ricorso che si risolva nella pedissequa riproposizione di censure già formulate in appello e disattese dalla decisione di merito, se privo di autonoma critica argomentata alla motivazione impugnata.
  • Il diniego delle circostanze attenuanti generiche è sufficientemente motivato quando il giudice individui gli elementi ritenuti decisivi ai fini del trattamento sanzionatorio, senza necessità di confutare espressamente ogni singola deduzione difensiva.
  • Nella bancarotta fraudolenta distrattiva assume rilievo anche la condotta di chi, con consapevolezza, partecipi al trasferimento dei beni della società fallita contribuendo alla dissimulazione dell'atto distrattivo.

Come è indicizzato

MaterieBancarotta fraudolentaImpugnazioniPena e commisurazione
RamiReati fallimentariProcesso penaleParte generale
SottomaterieBancarotta patrimoniale
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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