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Cassazione Penale, Ordinanza n. 29978/2025 del 29/08/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha quindi applicato le conseguenze previste dall'art. 616 c.p.p., condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso è stato proposto nell'interesse dell'imputato avverso la sentenza della Corte d'appello di Bologna del 7 ottobre 2024. Dal testo emerge che il gravame criticava esclusivamente la determinazione del trattamento punitivo irrogato, compreso l'aumento applicato per la continuazione. La Corte di cassazione ha ritenuto che tali censure investissero un apprezzamento di merito sorretto da motivazione sufficiente e non illogica, oltre che da un adeguato esame delle deduzioni difensive, e quindi non sindacabile in sede di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di inammissibilità del ricorso seguono le conseguenze economiche previste dalla norma, con condanna alle spese processuali e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • È inammissibile il ricorso per cassazione che si limiti a contestare la determinazione del trattamento sanzionatorio quando la sentenza impugnata sia sorretta da motivazione sufficiente, non illogica e abbia esaminato adeguatamente le deduzioni difensive.
  • La valutazione sul quantum della pena e sull'aumento per continuazione appartiene al merito e non è censurabile in cassazione se il giudice di merito ha espresso una motivazione adeguata e coerente.
  • L'inammissibilità del ricorso comporta automaticamente le statuizioni economiche previste dall'art. 616 c.p.p.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiContinuazione

Testo integrale

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