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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13196/2025 del 04/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso impugnava l'ordinanza del Tribunale di Pescara del 22/08/2024 che non aveva convalidato l'arresto in flagranza per il reato di cui all'art. 73 d.P.R. n. 309/1990 ritenendo il fatto una cessione di 0,19 g di cocaina riconducibile al comma 5 dell'art. 73 (arresto facoltativo) e giudicando carente l'allegazione da parte del Pubblico Ministero di elementi sulla gravità del fatto o sulla pericolosità dell'indagato incensurato. Il PM ha contestato tale decisione sostenendo che, alla luce degli atti, la polizia giudiziaria aveva rilevato indici concreti di attività di spaccio organizzata (sistema di videosorveglianza, residui di stupefacente e materiale da confezionamento, banconote di piccolo taglio per complessivi €197, dichiarazione dell'acquirente su offerta di crack/cocaina, appunti con annotazioni riconducibili a tipi di droga, reazione nervosa dell'indagato e tentativo di disfarsi di droga), elementi che giustificavano l'esercizio dell'arresto facoltativo e la sua convalida.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato senza rinvio l'ordinanza di non convalida dell'arresto, affermando che, in sede di convalida, il giudice deve valutare l'operato della polizia giudiziaria secondo il parametro della ragionevolezza basandosi sugli elementi conosciuti al momento, senza entrare nella valutazione della gravità definitiva della fattispecie o delle esigenze cautelari. La Corte ha ritenuto che gli elementi descritti (videosorveglianza, appunti, dichiarazioni dell'acquirente, denaro di piccolo taglio, residui e tentativo di disfarsi dello stupefacente, stato di agitazione) fossero nel loro complesso indicativi di un'attività di spaccio svolta professionalmente e dunque idonei a giustificare la convalida dell'arresto ex art. 381 cod. proc. pen.; perciò l'arresto è stato riconosciuto legittimo e l'ordinanza impugnata è stata annullata senza rinvio.

Norme richiamate

  • d.P.R. n. 309 del 1990, art. 73

    Il comma 5 disciplina le ipotesi di lieve entità per le quali l'arresto è facoltativo. Tuttavia, anche quando l'arresto è facoltativo, la polizia giudiziaria deve indicare le ragioni che giustificano l'arresto (gravità del fatto o pericolosità del soggetto), che possono emergere dal verbale o dagli atti complementari.

  • Codice di procedura penale, art. 381

    Consente la convalida dell'arresto quando sussistono elementi che rendono fondato il sospetto di pericolosità del soggetto; la Corte ha ritenuto che, alla luce degli elementi a disposizione, poteva desumersi la pericolosità ai fini della convalida.

  • Codice di procedura penale, artt. 380 e 381

    Articoli richiamati circa i presupposti della flagranza e della convalida dell'arresto; la verifica della correttezza dell'operato della polizia giudiziaria va compiuta sulla base degli elementi noti al momento.

  • Codice di procedura penale, art. 386 comma 3

    Termini e modalità correlati alla convalida dell'arresto richiamati nella motivazione della Corte come limiti procedurali da rispettare.

  • Codice di procedura penale, art. 390 comma 1

    Richiamato in relazione ai termini e controlli cui è soggetta la verifica della convalida.

  • Codice di procedura penale, art. 391

    Richiamato come norma connaturata ai poteri di convalida e ai criteri di valutazione della polizia giudiziaria; la Corte ha fatto riferimento ai presupposti procedurali per la convalida dell'arresto.

Massime di principio

  • In sede di convalida dell'arresto il giudice valuta l'operato della polizia giudiziaria secondo il parametro della ragionevolezza e sulla base degli elementi conosciuti al momento, senza compiere valutazioni definitive sulla responsabilità penale o sulle esigenze cautelari.
  • Quando l'arresto è facoltativo (es. art. 73, comma 5 DPR 309/1990), la polizia giudiziaria deve comunque indicare le ragioni che hanno motivato la privazione della libertà (gravità del fatto o pericolosità dell'arrestato). Tale indicazione può desumersi dal contesto descrittivo del verbale o dagli atti accessori; non è necessaria una motivazione formale separata.
  • Elementi fattuali combinati — sistema di videosorveglianza volto alla pubblica via, residui e materiale per il confezionamento, denaro di piccolo taglio, dichiarazioni di acquirenti, appunti riconducibili a tipi di droga, tentativi di disfarsi dello stupefacente, reazioni psico-motorie manifeste — possono, congiuntamente, costituire indice sufficiente della professionalità e della pericolosità dell'attività di spaccio ai fini della convalida dell'arresto.
  • Il giudice non deve valutare atomisticamente singoli elementi isolati: va compiuta una valutazione complessiva del contesto probatorio disponibile al momento dell'arresto.
  • In sede di impugnazione della non convalida l'autorità giudiziaria superiore può annullare senza rinvio quando il riesame riguarda esclusivamente la correttezza dell'operato della polizia giudiziaria nella fase preliminare e il rinvio sarebbe meramente formale e privo di effetti concreti.
  • Per ridurre il rischio di insussistenza della convalida, i verbali di intervento della polizia giudiziaria dovrebbero riportare in modo chiaro e dettagliato gli elementi fattuali che hanno indotto all'arresto (luogo, modalità, dich. di acquirenti, ritrovamenti materiali, sistemi di videosorveglianza, comportamenti dell'indagato, eventuali tentativi di occultamento o distruzione di stupefacente).

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