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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17887/2023 del 28/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha chiesto l'annullamento della sentenza di condanna del Tribunale di Roma del 4 febbraio 2015 (irrevocabile il 30/06/2015), deducendo la nullità della sua identificazione e la nullità per mancata comunicazione della sentenza e dell'ordine di esecuzione. Ha sostenuto di essere stato assistito da un difensore d'ufficio di cui non conosceva il nominativo e di non aver sottoscritto il verbale di elezione di domicilio, perciò non avrebbe avuto conoscenza del processo

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che l'elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio sia valida anche se il soggetto rifiuta di sottoscrivere il verbale senza specificare una ragione, e che dal complesso degli atti risulta che il ricorrente ebbe conoscenza del procedimento o comunque si sottrasse volontariamente al suo seguito. Inoltre la Corte ha ritenuto che il rimedio proposto era inidoneo: le doglianze relative al giudicato avrebbero dovuto essere sollevate con la domanda di rescissione del giudicato (e non con l'incidente di esecuzione ex art. 670 c.p.p. o con altre istanze che non possono essere riqualificate). Condanna alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende

Norme richiamate

  • art. 670 cod. proc. pen.

    Rimedio relativo al giudice dell'esecuzione; qui ritenuto inadeguato per contestare l'irrevocabilità del giudicato e la nullità della sentenza

  • art. 568, comma 5, cod. proc. pen.

    Principio di conservazione delle impugnazioni: non applicabile per riqualificare istanze eterogenee (non tutte le istanze possono essere trasformate in impugnazioni previste dal codice)

  • art. 420-bis cod. proc. pen.

    Norma che disciplina la dichiarazione di contumacia/assenza dell'imputato; richiamata nella giurisprudenza citata in rapporto alla restituzione in termine

  • art. 629-bis cod. proc. pen.

    Norma sulla rescissione del giudicato: rimedio indicato dalla Corte come il corretto strumento per far valere vizi che attengono al giudicato definitivo

  • Sez. 1, n. 50973 del 29/10/2019, Rv. 277827

    in tema di elezione o dichiarazione di domicilio, deve ritenersi valida l'elezione presso il difensore di ufficio effettuata dall'indagato con dichiarazione riportata in un verbale che poi rifiuti di sottoscrivere, senza indicazione di una specifica ragione, posto che l'omessa sottoscrizione delle persone intervenute non è causa di nullità del verbale e che, in assenza della specifica indicazione di un motivo, l'atteggiamento dell'interessato non può intendersi mirato alla revoca della dichiarazione verbalizzata

    La giurisprudenza di legittimità considera valida l'elezione di domicilio anche se il soggetto rifiuta di sottoscrivere il verbale, salvo che sia indicata una ragione specifica che giustifichi la sottoscrizione omessa

  • Sez. U, n. 15498 del 26/11/2020, dep. 2021, Rv. 280931

    Le Sezioni unite hanno affermato che la richiesta di incidente di esecuzione non può essere riqualificata come richiesta di rescissione del giudicato a causa della diversa natura e funzione dei due rimedi

  • Sez. 3, n. 33647 del 08/07/2022, Rv. 283474

    Conferma che l'istanza di restituzione nel termine dell'imputato dichiarato assente non può essere riqualificata come richiesta di rescissione del giudicato ex art. 629-bis; il principio di conservazione non opera per rimedi che non sono impugnazioni codicistiche

Massime di principio

  • L'elezione di domicilio effettuata presso il difensore d'ufficio è valida anche se l'imputato rifiuta di sottoscrivere il verbale, a meno che non sia indicata una specifica ragione che giustifichi l'omessa sottoscrizione
  • La mancata sottoscrizione del verbale da parte dell'interessato, senza motivo specifico, non determina di per sé la nullità degli atti processuali
  • Se si contesta un vizio che incide sul giudicato definitivo, il rimedio corretto è la domanda di rescissione del giudicato (es. art. 629-bis), non l'incidente di esecuzione o altri mezzi processuali impropri
  • Una istanza presentata al giudice dell'esecuzione non può essere automaticamente riqualificata come diversa impugnazione prevista dal codice: i rimedi sono distinti per natura e funzione
  • Chi ritiene di non essere stato adeguatamente informato della presenza di un difensore d'ufficio o della prosecuzione del processo deve agire tempestivamente con il rimedio appropriato; l'inerzia e il comportamento che indicano sottrazione alla conoscenza del processo possono pregiudicare le doglianze
  • Rischio di condanna alle spese e sanzioni (es. contribuzione alla Cassa delle ammende) se il ricorso è dichiarato inammissibile

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