Ordinanza n. 521/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 3
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Ordinanza cautelare del TAR Campania, Sez. I, che aveva respinto la domanda cautelare contro il provvedimento amministrativo fondato sulla valutazione del pericolo di infiltrazione mafiosa
Esito
Favorevole al ricorrente (impresa destinataria di misura antimafia)
Prevale il privato
La controversia
L'impresa ha appellato l'ordinanza cautelare del TAR Campania deducendo l'illegittimità della valutazione amministrativa, in particolare perché asseritamente fondata su un automatismo derivante da una sentenza di condanna e perché non avrebbe considerato misure meno afflittive e maggiormente proporzionate. Secondo la prospettazione dell'appellante, il pericolo di infiltrazione avrebbe potuto essere neutralizzato mediante la rimozione delle specifiche attività nelle quali esso si manifestava, consentendo la prosecuzione della restante attività imprenditoriale lecita.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha riformato l'ordinanza cautelare del TAR e ha accolto l'appello ai fini cautelari. In sede di cognizione sommaria ha ritenuto non significativamente fondata la censura relativa all'automatismo rispetto alla sentenza di condanna: la prognosi amministrativa risultava invece fondata sull'attualizzazione della rilevanza inferenziale della condanna alla luce di recenti risultanze investigative concernenti la vicinanza al locale clan camorristico, con specifico riferimento alle attività collaterali alle manifestazioni calcistiche. Ha tuttavia ravvisato apprezzabili elementi di fondatezza nella censura relativa alla mancata adozione di misure meno afflittive e proporzionate, idonee a eliminare il pericolo mediante la rimozione delle sole attività problematiche e a salvaguardare la prosecuzione della restante attività lecita, anche in considerazione dell'ambito circoscritto dei contatti e delle dimensioni dell'impresa. Ha disposto, ai sensi dell'art. 55, comma 10, c.p.a., la sollecita fissazione dell'udienza di merito da parte del TAR. Le spese della fase cautelare sono state compensate.
Norme richiamate
Disciplina l'appello cautelare davanti al Consiglio di Stato, proposto contro l'ordinanza cautelare del TAR.
dispone all’uopo che a cura della Segreteria la presente ordinanza sia trasmessa al Tar per la sollecita fissazione dell'udienza di merito
Consente, nel contesto della tutela cautelare, di ordinare la sollecita fissazione dell'udienza di merito.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
È richiamato quale presupposto per l'oscuramento delle generalità dell'appellante.
art. 10 Regolamento (UE) 2016/679
È richiamato, insieme alla disciplina nazionale sulla privacy, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata e per l'oscuramento dei dati identificativi.
Massime di principio
- Nella valutazione del pericolo di infiltrazione mafiosa, l'amministrazione non può fondarsi su un automatismo derivante dalla mera esistenza di una sentenza di condanna, ma può attribuire a tale elemento rilievo inferenziale quando lo attualizzi alla luce di recenti risultanze investigative e lo inserisca in una valutazione complessiva della vicinanza a un sodalizio mafioso.
- Quando il pericolo di infiltrazione mafiosa risulta circoscritto a specifici contatti o a un determinato settore di attività dell'impresa, l'amministrazione deve valutare la possibilità di adottare misure meno afflittive e proporzionate, idonee a neutralizzare il rischio attraverso la rimozione delle sole attività problematiche, salvaguardando la prosecuzione delle attività lecite.
- Nel bilanciamento cautelare, la consistenza dell'impresa e l'ambito materiale circoscritto delle condotte rilevanti possono costituire elementi per ritenere non proporzionata una misura integralmente impeditiva e per disporre la sollecita definizione del giudizio di merito ai sensi dell'art. 55, comma 10, c.p.a.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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