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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13707/2023 del 31/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la sentenza d'appello sostenendo la nullità del decreto di rinvio a giudizio e delle successive sentenze per violazione del diritto di difesa, lamentando il rigetto dell'istanza di rinvio dell'udienza preliminare per legittimo impedimento del difensore. Il difensore era contemporaneamente nominato fiduciario in altro processo per un soggetto detenuto e avrebbe dovuto richiedere il rito abbreviato: secondo il ricorrente la sua presenza era indispensabile e non era stato autorizzato dall'assistito a farsi sostituire.

La decisione

La Corte di legittimità ha dichiarato il ricorso inammissibile perché la doglianza non ha criticato specificamente la motivazione della Corte d'appello, limitandosi a riproporre la questione della nullità del decreto di rinvio. La Corte ha richiamato i presupposti giurisprudenziali necessari per riconoscere il legittimo impedimento derivante da impegno in altro procedimento (art. 420 ter, comma 5 c.p.p.): tempestiva prospettazione dell'impedimento, indicazione delle ragioni che rendono essenziale la funzione del difensore nell'altro processo, assenza di altro codifensore e impossibilità di avvalersi di sostituto ai sensi dell'art. 102 c.p.p. Ha inoltre rilevato che la mancata deduzione in precedenza del diniego di consenso dell'assistito alla sostituzione rendeva inidonea la nuova allegazione in sede di ricorso. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile; il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 a favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 178 cod. proc. pen.

    Norma richiamata in relazione ai vizi di nullità e alla protezione dei diritti della difesa; la Corte segnala la necessità di specifiche contestazioni riferite alla sentenza impugnata

  • art. 179 cod. proc. pen.

    Richiamata in relazione ai profili di nullità che il ricorrente invocava per violazione dei diritti di difesa

  • art. 420-ter, comma 5 cod. proc. pen.

    La Corte interpreta i requisiti giurisprudenziali per ritenere legittimo l'impedimento professionale: a) prospettazione tempestiva; b) specificità delle ragioni che rendono essenziale la presenza nel diverso processo; c) mancanza di altro codifensore; d) impossibilità di avvalersi di un sostituto ai sensi dell'art. 102 c.p.p.

  • art. 102 cod. proc. pen.

    Riferimento alla possibilità di sostituzione del difensore; la Corte richiede la rappresentazione dell'impossibilità di avvalersi di un sostituto per riconoscere l'impedimento

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Applicato per la condanna alla somma a favore della Cassa delle ammende, valutando i profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità del ricorso

  • Giurisprudenza Sezioni Unite (n. 4909 del 18/12/2014, Torchio, Rv. 262912)

    Richiamata come principio consolidato sui presupposti necessari per qualificare come legittimo impedimento l'impegno professionale del difensore in altro procedimento

  • Corte Costituzionale, sent. 13 giugno 2000, n. 186

    Richiamata in relazione ai criteri per l'applicazione delle sanzioni ex art. 616 c.p.p. in caso di ricorso inammissibile

Massime di principio

  • Per ottenere il rinvio per legittimo impedimento del difensore occorre documentare e rappresentare tempestivamente la contemporaneità degli impegni e spiegare perché la presenza del difensore in quel processo sia essenziale
  • È necessario specificare l'assenza di altro codifensore e l'impossibilità di avvalersi di un sostituto ai sensi dell'art. 102 c.p.p.; la mera affermazione astratta non è sufficiente
  • Le censure in sede di ricorso per cassazione devono confrontarsi espressamente e punto per punto con la motivazione della corte d'appello: la riproposizione generica di questioni già decise può rendere il ricorso inammissibile
  • Fatti o profili non dedotti in precedenza (es. il presunto diniego del cliente alla sostituzione del difensore) non possono essere introdotti per la prima volta in cassazione senza adeguato supporto probatorio
  • In caso di ricorso inammissibile il ricorrente può essere condannato alle spese e a una sanzione a favore della Cassa delle ammende ex art. 616 c.p.p., specialmente se emergono profili di colpa nella determinazione dell'inammissibilità
  • Per minimizzare il rischio di rigetto dell'istanza di rinvio, il difensore deve produrre documentazione comprovante l'impedimento e, se possibile, accordi scritti con l'assistito circa la sostituzione o la delega

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