Cassazione Penale, Sentenza n. 42290/2024 del 18/11/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente deduce la carenza di motivazione sulle esigenze cautelari: contesta che il Tribunale si sia limitato a richiamare e aderire alle argomentazioni dell'ordinanza di riesame senza motivare autonomamente, lamenta la valorizzazione della "gravità indiziaria" non censurata e segnala l'incongruenza della ritenuta attualità del pericolo di reiterazione senza l'indicazione di specifiche occasioni di reato; sostiene inoltre l'irrilevanza della cessazione di incarichi formali e censura che l'ordinanza sia stata redatta dallo stesso relatore.
La decisione
Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto che il Tribunale di Roma avesse correttamente valutato l'assenza di nuovi elementi tali da eliminare le esigenze cautelari e, in ragione del tempo decorso e della chiusura delle indagini, aveva proceduto legittimamente alla sostituzione degli arresti domiciliari con la misura interdittiva del divieto di esercitare l'impresa o gli uffici direttivi delle persone giuridiche per sei mesi. Il rigetto è fondato sul fatto che le presunte "novità" erano già state esaminate nel provvedimento di riesame divenuto definitivo (dopo il rigetto in Cassazione del 13/06/2024) e sul ruolo di amministratore di fatto attribuito al ricorrente, non neutralizzato dalla mancanza di cariche formali. La valutazione dei gravi indizi è stata ritenuta coerente e non viziata da errori logici manifesti. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
Norma richiamata come base dell'appello; il Tribunale ha valutato l'appello ex art. 310 confermando che non sussistono novità tali da escludere le esigenze cautelari complessive
Norma applicata per imporre al ricorrente la condanna al pagamento delle spese processuali a seguito del rigetto del ricorso
Massime di principio
- La mera cessazione di incarichi formali non è automaticamente idonea a escludere il pericolo di reiterazione quando emerge un ruolo di fatto (amministratore di fatto) e una rete di rapporti che ha favorito l'attività illecita
- Il giudice di appello può richiamare e aderire alle argomentazioni del provvedimento di riesame definitivo quando quest'ultimo è divenuto incontrovertibile; non è necessario ricostruire ex novo ogni argomentazione se la valutazione complessiva resta coerente
- La valutazione della gravità degli indizi può essere richiamata anche per motivare l'irrilevanza di elementi presentati come "novità" dalla difesa, purché tale richiamo sia funzionale e non manifestamente illogico
- Per contestare la motivazione di un provvedimento cautelare non basta esprimere una diversa valutazione: il ricorrente deve dimostrare vizi di illogicità manifesta o mancanza di motivazione
- Il decorso del tempo e la chiusura delle indagini possono giustificare l'attenuazione della misura cautelare (sostituzione con misura meno afflittiva), purché permangano esigenze cautelari adeguatamente motivate
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