Cassazione Penale, Sentenza n. 5515/2024 del 08/02/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Iuvara ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza del GUP di Ragusa che, con rito abbreviato, lo aveva dichiarato colpevole dell'art. 697 c.p. (detenzione di una baionetta senza denuncia) e lo aveva condannato a 240 euro di ammenda. Il ricorrente lamenta violazione di legge per assoluta assenza di motivazione in ordine alla richiesta della difesa di applicare la causa di non punibilità prevista dall'art. 131-bis c.p. (particolare tenuità del fatto).
La decisione
La Corte ha ritenuto il ricorso fondato. Ha escluso che si tratti di ricorso per saltum, considerato che la sentenza impugnata, essendo condanna alla sola ammenda, non era appellabile. La Corte ha censurato l'omessa motivazione del GUP circa la richiesta di applicazione dell'art. 131-bis c.p., rilevando che la valutazione della tenuità richiede un esame complessivo e motivato delle modalità della condotta, del grado di colpevolezza e dell'entità del danno o del pericolo (richiamo all'art. 133 c.p. e alla giurisprudenza). Per tale motivo la Corte ha annullato la sentenza limitatamente alla questione della causa di non punibilità di cui all'art. 131-bis c.p. e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio sul punto al Tribunale di Ragusa, Ufficio G.i.p.
Norme richiamate
Del reato per cui Iuvara è stato condannato: detenzione di armi bianche (baionetta) senza preventiva denuncia all'autorità di pubblica sicurezza.
Causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto; la Corte ha ritenuto che la richiesta di applicazione doveva essere oggetto di specifica e motivata valutazione e l'omessa considerazione impone l'annullamento con rinvio sul punto.
Richiamato come criterio per la valutazione della tenuità: occorre considerare modalità della condotta, grado di colpevolezza e entità del danno o del pericolo.
Norma procedurale richiamata in relazione alla trattazione scritta del procedimento (modalità di trattazione del ricorso).
Giurisprudenza: Sez. U. n. 13681 del 25/02/2016 (Tushaj)
Principio richiamato secondo cui la valutazione sulla tenuità del fatto deve essere complessiva e congiunta, considerando i parametri dell'art. 133 c.p.; utilizzato per motivare l'obbligo del giudice di valutare e motivare la richiesta di applicazione dell'art. 131-bis.
Massime di principio
- Quando la difesa chiede l'applicazione dell'art. 131-bis c.p. il giudice deve esprimersi espressamente e motivatamente; l'omessa valutazione su tale richiesta comporta annullamento con rinvio su quel punto.
- La valutazione della 'particolare tenuità del fatto' è complessiva: il giudice deve bilanciare modalità della condotta, grado di colpevolezza e gravità del danno o del pericolo (art. 133 c.p.).
- Se la sentenza di primo grado condanna alla sola ammenda e quindi non è appellabile, il ricorso per cassazione non è automaticamente un ricorso per saltum; la Corte può comunque decidere sulla fondatezza del ricorso quando ne ricorrano le condizioni procedurali.
- In procedimenti abbreviati, l'esigenza di motivazione non è meno stringente: la riduzione di pena per il rito non esonera il giudice dall'obbligo di affrontare e motivare le questioni decisive proposte dalle parti.
- In casi analoghi la strategia difensiva utile è formulare esplicitamente e dettagliatamente la richiesta di esclusione della punibilità per particolare tenuità e documentare gli elementi rilevanti (minima offensività, limitato grado di colpevolezza, esiguo pericolo/danno) affinché il giudice possa valutare e motivare adeguatamente.
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