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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19539/2022 del 18/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso riguarda un errore materiale nel dispositivo della sentenza n. 01159/2022 del 7/12/2021: nel dispositivo era stata usata la forma plurale "Dichiara inammissibili i ricorsi e condanna i ricorrenti..." mentre correttamente doveva essere la forma singolare riferita al ricorrente Spinetti Pasquale. Si è chiesta la correzione dell'errore materiale ai sensi dell'art. 130 c.p.p.

La decisione

La Corte ha disposto la correzione del mero errore materiale e ha sostituito il dispositivo con il seguente testo: "Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di Euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende". La cancelleria provvederà alle annotazioni di competenza. La correzione ha riguardato esclusivamente la forma del dispositivo, senza modificare il contenuto sostanziale della decisione che rimane di inammissibilità del ricorso e condanna del ricorrente al pagamento delle somme.

Norme richiamate

  • art. 130 cod. proc. pen.

    Norma richiamata per la procedura di correzione dell'errore materiale della sentenza; la Corte ha ritenuto applicabile tale procedura per emendare il mero vizio formale del dispositivo senza incidere sul contenuto sostanziale della decisione.

  • art. 127 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione alla fissazione dell'udienza presidenziale per la correzione dell'errore materiale (udienza ex art.127 per provvedimenti relativi alla forma o ad altri errori materiali).

  • art. 23, comma 8, decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137 (conv. legge 18 dicembre 2020, n.176)

    Richiamato in relazione alla requisitoria del Procuratore Generale presentata ai sensi della normativa emergenziale citata; non incide sul merito della correzione ma disciplina la procedura di deposito/requisitoria nel periodo normativamente regolato.

  • art. 1 e art. 7 del decreto-legge n. 105 del 2021

    Richiamati anch'essi nella requisitoria del Procuratore Generale come riferimento procedurale/ordinamentale relativo al periodo e alle modalità di conclusioni in udienza; non modificano il principio applicato per la correzione dell'errore materiale.

Massime di principio

  • L'errore materiale nel dispositivo di una sentenza (es. uso del plurale anziché del singolare) va corretto con la procedura di cui all'art. 130 c.p.p.; la correzione è ammessa quando si tratta di mera inesattezza formale che non altera la sostanza della decisione.
  • La correzione ex art. 130 non riapre il giudizio sul merito: sostituisce solamente il testo inesatto con quello corretto e non consente nuove valutazioni sulle ragioni di decisione già assunte.
  • La fissazione di udienza presidenziale (ex art. 127 c.p.p.) può essere disposta per trattare e formalizzare la correzione di errori materiali nel dispositivo della sentenza.
  • La dichiarazione di inammissibilità di un ricorso comporta la mancata pronuncia sul merito e la conferma della condanna alle spese e ad eventuali somme accessorie (es. Cassa delle ammende) ove prevista nel dispositivo.
  • Le requisitorie del Procuratore Generale o del Pubblico Ministero possono essere utilizzate per richiedere formalmente la correzione di errori materiali; la Corte procederà se sussiste un chiaro errore formale riscontrabile nel testo della sentenza.

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