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Cassazione Penale, Ordinanza n. 23174/2026 del 23/06/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello che aveva confermato la condanna per il delitto di cui all'art. 455 c.p. Con il primo motivo ha censurato l'erronea qualificazione giuridica del fatto, sostenendo che la condotta avrebbe dovuto essere sussunta non nell'art. 455 c.p. ma nel meno grave art. 457 c.p. Con il secondo motivo ha dedotto l'omessa concessione della circostanza attenuante di cui all'art. 62 n. 4 c.p., contestando la mancata valutazione del valore delle banconote rinvenute.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto manifestamente infondato il primo motivo, osservando che la Corte territoriale aveva motivato in modo idoneo la riconduzione del fatto all'ipotesi più grave, valorizzando il rinvenimento delle banconote in un locale nella esclusiva disponibilità dell'imputato, separato dal resto dell'immobile e accessibile solo a lui. Ha inoltre ritenuto logicamente desumibile la consapevolezza della falsità delle banconote dal numero esiguo dei pezzi, dal loro rilevante taglio e dalla loro collocazione in un luogo riservato. Il secondo motivo è stato dichiarato inammissibile perché generico e reiterativo: a fronte della decisione di primo grado che aveva escluso il valore irrisorio delle banconote, pari complessivamente a 300 euro, l'appello non aveva introdotto specifici elementi di confutazione. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 455 c.p.

    La fattispecie è stata ritenuta integrata nella forma più grave rispetto all'ipotesi meno grave contestata dalla difesa, in ragione delle modalità di detenzione delle banconote false e della desumibile consapevolezza della falsità.

  • art. 457 c.p.

    Richiamato dalla difesa come qualificazione alternativa e meno grave rispetto all'art. 455 c.p.

  • art. 62 n. 4 c.p.

    La circostanza attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità è stata negata perché il valore complessivo delle banconote, pari a 300 euro, non era irrisorio e non erano stati dedotti specifici elementi contrari.

Massime di principio

  • Ai fini della qualificazione del fatto come detenzione di banconote false in forma più grave, rilevano non solo il possesso materiale delle banconote, ma anche la loro collocazione in un locale nella esclusiva disponibilità dell'imputato e l'assenza di accesso di terzi.
  • La consapevolezza della falsità può essere desunta in via logica da elementi oggettivi quali il numero limitato delle banconote, il loro elevato taglio e la custodia in un luogo separato da quello destinato al denaro di uso corrente.
  • Il motivo di ricorso contro il diniego della circostanza attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità è inammissibile quando si limita a una censura generica e reiterativa, senza confrontarsi con la specifica motivazione della sentenza di merito.
  • Per ottenere la riforma del giudizio sulla tenue entità del danno patrimoniale occorre dedurre in appello elementi specifici e puntuali idonei a contrastare la valutazione del giudice di merito sul valore del bene oggetto del reato.

Come è indicizzato

MaterieFalsità in atto pubblicoImpugnazioni
RamiReati contro la fede pubblicaProcesso penale
SottomaterieFalsità materiale
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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