Cassazione Penale, Sentenza n. 40011/2022 del 21/10/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Sequestro di un orologio Rolex Daytona detenuto dalla resistente; il proprietario originario (Giardi Roberto Luigi) aveva sporto querela per appropriazione indebita. Il Tribunale del riesame di Prato aveva annullato il sequestro rilevando la sussistenza della causa di non punibilità prevista dall'art. 649 c.p. Il pubblico ministero ha impugnato sostenendo che la causa di non punibilità non osterrebbe lo svolgimento delle indagini né l'applicazione del vincolo reale, dunque il sequestro e il decreto di restituzione sarebbero comunque legittimi.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del pubblico ministero. Ha ritenuto che la sussistenza di una causa di non punibilità intrinseca esclude la configurabilità del fatto tipico e, conseguentemente, inibisce l'esercizio dell'attività di indagine; perciò non sussisteva il fumus commissi delicti e l'annullamento del sequestro da parte del tribunale del riesame era corretto. La Corte ha richiamato giurisprudenza consolidata secondo cui una causa di non punibilità che riguarda intrinsecamente il fatto attribuito impedisce l'apertura delle indagini.
Norme richiamate
La sussistenza della causa di non punibilità prevista da tale articolo integra una causa intrinseca che esclude la tipicità del fatto e, di conseguenza, impedisce l'esercizio dell'azione penale e l'apertura delle indagini; in presenza di tale causa manca il fumus commissi delicti necessario per misure reali come il sequestro.
art. 23 comma 8 D.L. n. 137/2020
Norma richiamata per precisare che il procedimento si è celebrato con contraddittorio scritto; ha natura procedurale e regola il modo di svolgimento del contraddittorio nel procedimento, non incidendo sulla questione sostanziale circa la sussistenza della causa di non punibilità.
Giurisprudenza della Sezione 6 (sentenze richiamate: n. 335/2017, n. 1762/2002, n. 2715/1997)
Orientamento consolidato secondo cui, quando ricorre una causa di non punibilità intrinseca rispetto al fatto attribuito, il reato non si configura e la falsa denunzia o l'atto denunciatorio non sono idonei ad avviare le indagini o il procedimento; tale principio è stato esteso anche alla disciplina del sequestro cautelare.
Massime di principio
- La presenza di una causa di non punibilità intrinseca al fatto esclude la tipicità e impedisce l'apertura delle indagini; senza fumus commissi delicti non può essere disposto il sequestro preventivo o conservativo.
- Il pubblico ministero non può procedere con misure reali quando, da un esame preliminare, emerge chiaramente una causa di non punibilità che annulla il fatto come punibile.
- Prima di adottare provvedimenti ablativi su beni, occorre valutare attentamente la sussistenza del fatto tipico e l'assenza di cause che ne escludano la punibilità; il mero esercizio di un controllo investigativo non giustifica il sequestro se la causa di non punibilità è evidente.
- Le questioni formali o procedurali (es. svolgimento con contraddittorio scritto) non incidono sulla valutazione sostanziale circa la tipicità del fatto; la decisione si basa sulla ricostruzione sostanziale dell'evento e sull'esistenza o meno del reato.
- In ipotesi di rapporti patrimoniali (comodato, donazione, ecc.), la verifica della titolarità e della legittimità della detenzione del bene è centrale: se la consegna è riconducibile a un rapporto giuridico legittimo, la fattispecie di appropriazione può venir meno per mancanza del fatto tipico.
- In caso di dubbi sulla sussistenza di cause di non punibilità, è preferibile procedere con indagini mirate e limitate piuttosto che con misure reali invasive, per evitare l'annullamento del provvedimento in sede di riesame o impugnazione.
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