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Cassazione Civile, Ordinanza n. 07372/2025 del 19/03/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (beneficiario)

La controversia

L'associazione aveva agito in giudizio per ottenere la condanna dell'amministrazione al pagamento di un contributo regionale assentito come cofinanziamento per un evento culturale. In appello, la sentenza di primo grado è stata riformata dichiarando il difetto di giurisdizione del giudice ordinario, sul presupposto che il contributo fosse stato revocato con provvedimento amministrativo successivo per mancanza originaria del requisito di ente non economico, con conseguente attrazione della controversia nella giurisdizione amministrativa. Nel ricorso per cassazione l'associazione ha denunciato la violazione dell'art. 5 c.p.c., sostenendo che la giurisdizione doveva restare radicata al momento della proposizione della domanda e che la sopravvenuta revoca non poteva spostarla; ha inoltre contestato la qualificazione della sua posizione come interesse legittimo e ha dedotto che la revoca fosse stata disposta per fatti successivi alla concessione del contributo.

La decisione

La Corte ha ritenuto fondato il motivo di ricorso. Ha rilevato che la revoca del contributo era intervenuta con provvedimento del 2 dicembre 2015, quindi successivamente all'introduzione del giudizio di primo grado nel 2013. Ha applicato il principio della perpetuatio iurisdictionis, secondo cui la giurisdizione si determina con riguardo alla legge vigente e allo stato di fatto esistente al momento della proposizione della domanda e non è incisa da sopravvenienze di fatto o di diritto. Poiché il giudizio era stato instaurato davanti al giudice ordinario da un soggetto che, per effetto dell'ammissione al finanziamento, vantava un diritto soggettivo, la successiva revoca non ha potuto radicare la giurisdizione amministrativa. La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio alla Corte di appello di Palermo in diversa composizione, anche per le spese.

Norme richiamate

  • art. 5 c.p.c.

    perpetuatio iuridictionis

    La giurisdizione si determina in base alla legge e allo stato di fatto esistenti al momento della proposizione della domanda; le sopravvenienze successive sono irrilevanti ai fini del radicamento o dello spostamento della giurisdizione.

  • art. 374 c.p.c.

    La questione è stata ritenuta decidibile dalla sezione semplice in quanto già chiarita dalla giurisprudenza delle Sezioni Unite.

Massime di principio

  • La giurisdizione va verificata con riferimento al momento della proposizione della domanda, alla luce della legge vigente e della situazione di fatto allora esistente.
  • Le sopravvenienze successive, siano di fatto o di diritto, non possono spostare la giurisdizione già radicata davanti al giudice originariamente adito.
  • Quando un privato agisce davanti al giudice ordinario per ottenere somme derivanti da un finanziamento pubblico già assentito, la successiva revoca del beneficio non fa venir meno la giurisdizione ordinaria se il giudizio era già pendente.
  • La revoca sopravvenuta di un contributo pubblico non incide sulla giurisdizione già instaurata se il rapporto processuale è stato introdotto quando la posizione dedotta era ancora configurabile come diritto soggettivo.

Come è indicizzato

MaterieGiurisdizione
RamiProcesso civileInternazionale privato
IstitutiGiudicato

Testo integrale

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