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Cassazione Penale, Ordinanza n. 07964/2025 del 26/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello che, in parziale riforma della decisione di primo grado, lo aveva assolto da uno dei capi di imputazione ma confermato la condanna per altri reati e rideterminato la pena. I motivi erano quattro: i primi due denunciavano vizi di motivazione sulla responsabilità per il reato di furto in abitazione, sostenendo anche che il fatto dovesse essere riqualificato come tentativo; il terzo censurava la motivazione sulla responsabilità per il reato di spaccio di lieve entità; il quarto lamentava la mancata esclusione della recidiva. La Corte ha ritenuto i motivi generici, assertivi e meramente fattuali, quindi non scrutinabili in sede di legittimità.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha rilevato che i primi due motivi sul capo relativo al furto in abitazione erano generici e consistevano in censure di fatto; il terzo motivo sul reato di spaccio di lieve entità era anch'esso generico e incentrato su doglianze di merito; il quarto motivo sulla recidiva era intrinsecamente generico perché meramente assertivo. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • artt. 624-bis c.p.

    Richiamato quale norma incriminatrice del reato confermato in appello; il ricorso non ha introdotto censure ammissibili sulla responsabilità per tale fatto, salvo la deduzione della possibile riqualificazione in tentativo, ritenuta generica.

  • artt. 81 cpv. c.p.

    Richiamati come base del trattamento per il reato di spaccio di lieve entità contestato in continuazione; la censura sulla responsabilità è stata ritenuta inammissibile perché di merito e generica.

  • art. 73 comma 5 T.U. stup.

    Norma incriminatrice del reato di detenzione/cessione di stupefacenti di lieve entità; il motivo di ricorso è stato dichiarato non consentito in sede di legittimità perché generico e fondato su mere doglianze di fatto.

  • art. 495 c.p.

    Richiamato come reato confermato in appello; la sentenza di legittimità non affronta specifiche censure su questo capo.

  • artt. 110 e 337 c.p.

    Richiamati come reato di resistenza a pubblico ufficiale in concorso; non oggetto di specifiche censure esaminate nel merito.

  • artt. 110 e 651 c.p.

    Richiamati come reato confermato in appello; non risultano specifiche doglianze di legittimità su questo capo nella decisione riassunta.

  • art. 99 c.p.

    La ricorrente censura la mancata esclusione della recidiva; la Corte reputa il motivo meramente assertivo e quindi inammissibile.

Massime di principio

  • In sede di legittimità sono inammissibili i motivi di ricorso che si risolvano in deduzioni generiche, prive di specifiche ragioni di diritto e di puntuali dati di fatto a sostegno.
  • La Corte di cassazione non può essere investita di censure che richiedano una nuova valutazione del merito o una rilettura degli elementi fattuali già apprezzati dai giudici di merito.
  • La richiesta di riqualificazione del fatto in una fattispecie tentata deve essere sorretta da specifiche allegazioni fattuali e giuridiche; in difetto, la doglianza è generica e non esaminabile.
  • Le contestazioni sulla mancata esclusione della recidiva devono confrontarsi con le concrete argomentazioni della sentenza impugnata; una censura meramente assertiva è inammissibile.
  • Quando il ricorso è dichiarato inammissibile, il ricorrente è condannato alle spese processuali e alla somma in favore della Cassa delle ammende nei limiti stabiliti dalla decisione.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniUso di atto falsoResistenza e oltraggio a pubblico ufficialeSpaccioFurtoCircostanze del reato
RamiProcesso penaleReati contro la fede pubblicaReati contro la PAReati stradaliStupefacentiDelitti contro il patrimonioParte generale
IstitutiRecidivaTentativo

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