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Ordinanza

Ordinanza n. 5716/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7

Giustizia amministrativa202404217

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIIOrdinanza istruttoriaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: atti e comportamenti asseritamente elusivi del giudicato formatosi sulla sentenza del Consiglio di Stato n. 4719/2023, concernenti la variante urbanistica e la localizzazione dei percorsi di accesso al mare, al Lago Salinella e a Torre Mattoni

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza nei confronti del Comune di Ginosa e della società controinteressata, lamentando la mancata o inesatta esecuzione della sentenza del Consiglio di Stato n. 4719/2023, che aveva annullato i provvedimenti impugnati e imposto la riedizione del potere nelle forme del procedimento di variante urbanistica. Il giudicato richiedeva una rivalutazione complessiva dell'equilibrio delle obbligazioni convenzionali relative alla cessione di aree, all'accesso pubblico al mare e al Lago Salinella e alla conservazione del camminamento verso Torre Mattoni, con adeguata motivazione, pubblicità e partecipazione dei privati interessati. Nel corso del giudizio era stata disposta una verificazione, dalla quale erano emersi profili non sufficientemente chiariti circa l'esatta individuazione del camminamento originario, la situazione dei luoghi anteriore alla lottizzazione del 1999, la collocazione dei due ponti e l'incidenza delle soluzioni previste dalla variante sulla proprietà del ricorrente e sulla posizione della società lottizzante. In particolare, occorreva accertare se il camminamento convenzionale fosse quello interno alla lottizzazione, in corrispondenza del ponte a Sud, oppure un diverso percorso prossimo al ponte a Nord, e se la variante avesse sostituito il camminamento originario trasferendo di fatto il sacrificio sulla proprietà del ricorrente.

La decisione

Il Consiglio di Stato non ha definito il giudizio né ha assunto decisioni definitive in rito, nel merito o sulle spese. Ha ritenuto la relazione di verificazione insufficiente su punti essenziali per stabilire il contenuto concreto degli obblighi convenzionali e la corretta esecuzione del giudicato. Ha quindi disposto una consulenza tecnica d'ufficio ai sensi dell'art. 67 c.p.a., affidandola al Direttore del Dipartimento di Ingegneria dell'Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture del Politecnico di Torino, con facoltà di delega. I quesiti riguardano: la situazione dei luoghi antecedente alla lottizzazione; l'ubicazione e la funzione degli accessi e dei due ponti; i percorsi previsti dalla convenzione; la compatibilità delle soluzioni della variante con gli obiettivi di accesso pubblico e conservazione del camminamento; l'incidenza delle soluzioni sulle posizioni della società lottizzante e del proprietario ricorrente, con indicazione dei rispettivi vantaggi e sacrifici. Sono stati fissati il termine per il deposito dell'anticipo sul compenso, la nomina dei consulenti tecnici di parte, il contraddittorio sulla bozza di relazione e il deposito della relazione finale. La decisione definitiva è stata rinviata all'esito della consulenza tecnica.

Norme richiamate

  • art. 34, comma 2, c.p.a.

    Il giudicato conformativo non può predeterminare soluzioni amministrative puntuali quando residua uno spazio di discrezionalità dell'amministrazione; il giudice può imporre la riedizione del potere nel rispetto dei vincoli conformativi, senza sostituirsi all'amministrazione nella scelta finale.

  • art. 65 c.p.a.

    Richiamato quale fondamento dei poteri istruttori esercitati nel giudizio.

  • art. 67 c.p.a.

    Consente la nomina del consulente tecnico d'ufficio quando siano necessari accertamenti e valutazioni tecniche complessi per la decisione.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, quando il giudicato impone la riedizione del potere amministrativo ma lascia all'amministrazione uno spazio di discrezionalità, il giudice dell'ottemperanza deve verificare il rispetto dei vincoli conformativi senza predeterminare la soluzione amministrativa finale.
  • L'esecuzione di un giudicato che impone una variante urbanistica richiede il rispetto delle forme tipiche del procedimento di variante, comprese la pubblicità e le specifiche garanzie partecipative previste dalla disciplina urbanistica.
  • Quando l'amministrazione intenda modificare obblighi derivanti da una convenzione urbanistica e la modifica possa trasferire sacrifici su soggetti estranei alla convenzione, deve motivare specificamente la scelta attraverso una comparazione tra l'adempimento degli obblighi originari, la loro modifica e l'incidenza sui diversi interessi pubblici e privati.
  • La tutela di un interesse pubblico ambientale o paesaggistico, pur potendo giustificare una modifica della disciplina urbanistica o degli obblighi convenzionali, non esonera l'amministrazione dal rispetto del procedimento di variante e dall'obbligo di motivare la ricomposizione dell'equilibrio convenzionale.
  • Nel giudizio di ottemperanza, quando la corretta individuazione dei luoghi, dei tracciati e degli effetti tecnici delle soluzioni amministrative sia decisiva e la verificazione non abbia chiarito adeguatamente tali profili, il giudice può disporre una consulenza tecnica d'ufficio per acquisire gli accertamenti necessari alla decisione.

Come è indicizzato

MateriePiani attuativi e lottizzazioniPiani regolatori e variantiGiudizio di ottemperanzaIstruttoria processuale
RamiUrbanistica e governo del territorioProcesso amministrativo
IstitutiEffetto conformativo e riedizione del poterePonderazione degli interessi e interesse pubblicoDiscrezionalità amministrativa e tecnicaOttemperanza e commissario ad acta

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