Cassazione Penale, Ordinanza n. 33573/2025 del 10/10/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso per cassazione per intervenuta rinuncia da parte dell'imputato ricorrente, ai sensi dell'art. 591, comma 1, lett. d, c.p.p. Ha inoltre condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 1.000 in favore della Cassa delle ammende, ritenuta congrua e ridotta per effetto della sopravvenuta e tempestiva rinuncia.
Esito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorso per cassazione è stato proposto dall'imputato avverso la sentenza della Corte di appello di Catania dell'11 febbraio 2025. Nel corso del giudizio di legittimità, tuttavia, è intervenuta rinuncia al ricorso, sottoscritta dall'imputato ricorrente in data 1 agosto 2025. La Corte ha quindi rilevato l'inammissibilità del ricorso per sopravvenuta rinuncia, con conseguente condanna alle spese processuali e al pagamento della somma di euro 1.000 in favore della Cassa delle ammende, ridotta in considerazione della tempestività della rinuncia.
Norme richiamate
art. 591, comma 1, lett. d, c.p.p.
La rinuncia al ricorso determina l'inammissibilità dell'impugnazione; alla declaratoria di inammissibilità consegue la condanna alle spese processuali e al versamento alla Cassa delle ammende, con importo ridotto in caso di rinuncia tempestiva.
Massime di principio
- La rinuncia al ricorso per cassazione, se validamente sottoscritta dall'imputato ricorrente, comporta l'inammissibilità dell'impugnazione.
- Alla declaratoria di inammissibilità del ricorso segue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.
- La tempestività della rinuncia può giustificare la determinazione di un importo ridotto da versare alla Cassa delle ammende.
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