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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17205/2024 del 24/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La ricorrente chiedeva la concessione di misure alternative alla detenzione (detenzione domiciliare e affidamento in prova al servizio sociale) per una pena di tre anni e tre mesi. Il Tribunale di sorveglianza di Milano ha dichiarato inammissibile l'istanza di detenzione domiciliare e ha rigettato la richiesta di affidamento in prova ritenendo infondati i presupposti per le misure alternative e respingendo l'eccezione di incompetenza territoriale della condannata, perché avrebbe ritenuto come ultima sentenza irrevocabile quella del Tribunale di Monza del 20/01/2016. In Cassazione la ricorrente ha censurato: 1) l'erronea ritenuta competenza di Milano, insistendo per la competenza del Tribunale di sorveglianza di Roma in base all'art. 677, comma 2, c.p.p., atteso che la sua residenza è nel Comune di Anzio (Via Taigete 16) e che l'ultima sentenza divenuta irrevocabile sarebbe stata quella della Corte d'appello di Roma del 31/01/2020; 2) vizio di motivazione nella valutazione negativa circa l'affidamento in prova, perché il Tribunale milanese avrebbe argomentato in modo incongruo concentrandosi solo sui precedenti penali e non sul processo rieducativo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il primo motivo ritenendo che il Tribunale di sorveglianza di Milano abbia erroneamente respinto l'eccezione di incompetenza territoriale. Applicando l'art. 677, comma 2, c.p.p., la competenza, per i non detenuti, spetta al tribunale di sorveglianza del luogo di residenza o domicilio (qui Anzio, nel circondario del Tribunale di Roma); in subordine, ove necessario, alla sede della sentenza divenuta irrevocabile per ultima (nel caso la Corte d'appello di Roma del 31/01/2020). Per tali ragioni la Corte ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata e ha disposto la trasmissione degli atti al Tribunale di sorveglianza di Roma. La censura sulla motivazione circa l'affidamento in prova è rimasta assorbita, perché l'esame di merito compete ora all'organo territorialmente competente.

Norme richiamate

  • art. 677, comma 2, cod. proc. pen.

    Quando l'interessato non è detenuto o internato, la competenza, se la legge non dispone diversamente, appartiene al tribunale o al magistrato di sorveglianza che ha giurisdizione sul luogo in cui l'interessato ha la residenza o il domicilio. Se la competenza non può essere determinata secondo il criterio sopra indicato, essa appartiene al tribunale o al magistrato di sorveglianza del luogo in cui fu pronunciata la sentenza di condanna, di proscioglimento o di non luogo a procedere, e, nel caso di più sentenze di condanna o di proscioglimento, al tribunale o al magistrato di sorveglianza del luogo in cui fu pronunciata la sentenza divenuta irrevocabile per ultima.

    La Corte ha interpretato la norma nel senso che, per i condannati non detenuti, la competenza territoriale va attribuita prioritariamente al tribunale del luogo di residenza o domicilio del condannato; solo in mancanza di queste informazioni o di applicabilità si ricorre al luogo in cui fu pronunciata l'ultima sentenza irrevocabile. Applicando i due criteri la competenza è stata ricondotta al Tribunale di sorveglianza di Roma.

Massime di principio

  • Per i procedimenti di sorveglianza relativi a persone non detenute, la competenza territoriale si determina prioritariamente in base al luogo di residenza o domicilio del condannato; verificare sempre l'indirizzo anagrafico e documentarlo.
  • Se il criterio principale (residenza/domicilio) non consente di stabilire la competenza, applicare il criterio residuale: considerare la sede della sentenza divenuta irrevocabile per ultima.
  • In presenza di più sentenze, occorre individuare la sentenza definitivamente passata in giudicato più recentemente: un errore cronologico nella valutazione delle sentenze può determinare l'annullamento senza rinvio del provvedimento adottato dal tribunale incompetente.
  • Se il giudice decide senza essere territorialmente competente, le questioni di merito (es. valutazione dei presupposti per misure alternative) non devono essere esaminate e le doglianze di merito possono rimanere assorbite fino alla pronuncia del giudice competente.
  • In ricorso e/o nella memoria introduttiva, allegare e richiamare espressamente documenti che attestino la residenza/domicilio e le date di irrevocabilità delle sentenze per prevenire contestazioni di incompetenza territoriale.

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