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Cassazione Penale, Ordinanza n. 21720/2025 del 09/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione dichiara inammissibile il ricorso, condannando la ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. La precedente condanna per furto con strappo resta ferma. La remissione di querela depositata in cancelleria non produce effetti estintivi o impeditivi, poiché il reato è procedibile d'ufficio anche dopo il d.lgs. n. 150 del 2022.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La ricorrente impugna l'ordinanza/sentenza della Corte di appello che ha confermato la sua condanna per furto con strappo. I motivi dedotti in cassazione sono due: 1) il mancato accoglimento dell'istanza di rinvio dell'udienza di primo grado per legittimo impedimento del difensore, che la ricorrente ritiene illegittimo; 2) la mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche. La Corte rileva che il primo motivo ripropone censure già respinte in appello senza un reale confronto con la motivazione di merito, ed è comunque infondato perché l'istanza di rinvio non rispettava i requisiti richiesti dalla giurisprudenza per configurare il legittimo impedimento del difensore. Il secondo motivo è ritenuto non deducibile in sede di legittimità e comunque manifestamente infondato, poiché la motivazione del diniego delle attenuanti generiche non presenta illogicità evidenti. La Corte prende inoltre atto di una remissione di querela depositata successivamente, ma la considera irrilevante perché il reato resta procedibile d'ufficio anche dopo la riforma del d.lgs. n. 150 del 2022.

Norme richiamate

  • art. 420-ter, comma 5, c.p.p.

    Il legittimo impedimento del difensore per concomitante impegno professionale in altro processo richiede la dimostrazione di un'assoluta impossibilità a comparire, subordinata al rispetto di specifici oneri di allegazione e tempestività.

  • art. 102 c.p.p.

    Il difensore deve rappresentare anche l'impossibilità di avvalersi di un sostituto, sia nel procedimento in cui intende comparire sia in quello di cui chiede il rinvio.

  • d.lgs. n. 150 del 2022

    La remissione di querela non rileva quando il reato resta procedibile d'ufficio anche dopo la riforma introdotta dal decreto legislativo citato.

Massime di principio

  • Il concomitante impegno professionale del difensore in altro procedimento integra legittimo impedimento solo se l'istanza di rinvio è tempestiva e specifica, indicando le ragioni dell'essenzialità della presenza del difensore, l'assenza di codifensore e l'impossibilità di ricorrere a un sostituto.
  • In sede di legittimità non è ammissibile una censura che si limiti a riproporre pedissequamente motivi già esaminati e respinti in appello senza confrontarsi criticamente con la motivazione del giudice di merito.
  • Il diniego delle circostanze attenuanti generiche è censurabile in cassazione solo nei limiti del vizio di motivazione; è sufficiente che il giudice di merito valorizzi gli elementi ritenuti decisivi o rilevanti, senza dover confutare analiticamente ogni elemento favorevole allegato dalla difesa.
  • La remissione di querela non determina effetti estintivi se il reato per cui si procede è perseguibile d'ufficio; la sopravvenuta remissione è quindi irrilevante ai fini del giudizio di legittimità.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiNullità processualePrescrizione del reato

Testo integrale

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