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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37747/2025 del 19/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza di convalida dell'arresto per presunta assenza di flagranza o "quasi flagranza": il difensore ha dedotto che gli operanti non avevano effettivamente visto l'oggetto dello scambio tra il ricorrente e il compratore (Michele Plantamura) e che, pertanto, l'arresto sarebbe stato effettuato a seguito di attività investigativa successiva alla notitia criminis, non in immediata vicinanza temporale e materiale del reato.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendo la censura manifestamente infondata. Ha confermato che l'arresto è avvenuto legittimamente nella "quasi flagranza" ai sensi dell'art. 382 cod. proc. pen., poiché gli agenti avevano constatato la cessione dello stupefacente e hanno fermato il ricorrente immediatamente dopo l'evento; ha richiamato la giurisprudenza (Sez. U. n. 39131/2015) che esclude un'accezione figurata dell'inseguimento e richiede percezione personale e immediata del fatto. Perciò il ricorso è stato respinto e il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.

Norme richiamate

  • art. 382 cod. proc. pen.

    Definizione di flagranza e "quasi flagranza": flagranza = colto nell'atto di commettere il reato; quasi flagranza = subito dopo il reato, autore inseguito o sorpreso con cose o tracce che dimostrino la sua responsabilità. La Corte interpreta la nozione in senso restrittivo: l'inseguimento deve essere reale e immediatamente collegato alla percezione personale del fatto, non un inseguimento in senso figurato conseguente a indagini successive.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Consente la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali in caso di inammissibilità del ricorso; la Corte ha anche disposto, equitativamente, il versamento di una somma (euro 3.000) alla Cassa delle ammende quando non sussistono ragioni di esonero.

  • Sez. U. n. 39131 del 24/11/2015 (dep. 2016) - giurisprudenza

    Precisa che l'art. 382, comma 1, non ammette un concetto figurato di inseguimento; l'inseguimento deve originare "subito dopo il reato" e basarsi sulla percezione personale, totale o parziale, del comportamento criminoso, elemento necessario a giustificare la cattura immediata dell'autore.

Massime di principio

  • La "quasi flagranza" richiede un rapporto temporale e fattuale immediato tra il reato e l'intervento degli agenti: l'arresto è legittimo se segue immediatamente alla percezione diretta della condotta illecita.
  • Non è sufficiente che l'arresto segua a indagini o a un'attività investigativa iniziata in seguito alla notizia di reato; l'inseguimento non può essere inteso in senso figurato.
  • Quando gli agenti assistono alla cessione di stupefacenti e bloccano il cessionario e il cedente immediatamente dopo, l'arresto rientra nella fattispecie della quasi flagranza e viene considerato legittimo.
  • In cassazione le impugnazioni fondate sul mancato rispetto della flagranza necessitano di dimostrare concretamente che non vi sia stata percezione diretta o immediata del fatto; altrimenti la censura è manifestamente infondata e il ricorso rischia di essere dichiarato inammissibile con condanna alle spese.
  • La condanna alle spese e l'eventuale somma alla Cassa delle ammende possono essere disposte anche quando il ricorso è dichiarato inammissibile per manifesta infondatezza.

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