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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40062/2023 del 03/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente lamentava che, durante gli esami universitari del 17/06/2021 e del 04/11/2021, non gli era stata fornita una sedia con schienale e che era stato costretto a usare un piano d'appoggio inadeguato (una lastra di alluminio inclinata) e uno sgabello; ciò avrebbe compromesso il suo diritto allo studio e alla salute, per cui chiedeva il riconoscimento del pregiudizio ai sensi delle norme penitenziarie in materia di diritto allo studio e tutela della salute

La decisione

Il Tribunale di Sorveglianza di Torino ha rigettato il reclamo; la Corte ha dichiarato il ricorso per cassazione inammissibile perché basato su censure manifestamente infondate. La decisione ha ritenuto provato, anche con documentazione fotografica e simulazione di un operatore, che il piano di appoggio consentiva l'uso di carta, penna e dizionario; l'assenza dello schienale è stata valutata come un disagio limitato, non idoneo a ledere in modo rilevante i diritti allo studio e alla salute, tenuto conto della breve durata delle prove (90 e 120 minuti) e dell'esito positivo degli esami. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende

Norme richiamate

  • legge 26 luglio 1975, n. 354, art. 35-bis

    La norma disciplina i diritti dei detenuti allo studio e le modalità di tutela; il Tribunale ha ritenuto che, ai fini del sindacato giurisdizionale in sede di ricorso, rileva l'effettività del diritto e l'esistenza di un pregiudizio significativo, non ogni mera difficoltà occasionale

  • legge 26 luglio 1975, n. 354, art. 69, comma 6

    Richiamata in relazione alla tutela dei diritti in ambito penitenziario; il Collegio ha valutato che la mancata fornitura della sedia con schienale non ha configurato una lesione rilevante ai sensi della disciplina litispendenziale richiamata

  • legge 26 luglio 1975, n. 354, art. 35-bis, comma 4-bis

    Il Collegio ha evidenziato che, in sede di cassazione, il sindacato sulla motivazione fattuale è limitato: la verifica si concentra sulla presenza di un vizio di diritto e non su semplici contestazioni di fatto prive di riscontro oggettivo

  • codice di procedura penale, art. 616

    Applicato per l'onere delle spese e per il versamento alla Cassa delle ammende in caso di dichiarazione di inammissibilità del ricorso, comportando la condanna economica del ricorrente

  • Corte costituzionale, sentenza 13 giugno 2000, n. 186

    Richiamata per affermare che non si ravvisa colpa grave nella proposizione del ricorso tale da esonerare l'applicazione delle conseguenze economiche previste in caso di inammissibilità

Massime di principio

  • In materia penitenziaria i giudici danno rilievo alla documentazione oggettiva (foto, simulazioni, dichiarazioni dell'amministrazione) per valutare l'effettivo pregiudizio subito dal detenuto
  • La mancata fornitura di un presidio ausiliario (es. sedia con schienale) non configura automaticamente una lesione del diritto allo studio o alla salute: rileva l'effettività e la gravità del pregiudizio (durata dell'evento, incidenza sulla prestazione, esito della prova)
  • Le raccomandazioni del sanitario sono rilevanti ma non sempre vincolanti: l'amministrazione penitenziaria ha un margine di discrezionalità nell'adozione dei presidi; il giudice valuta se tale discrezionalità abbia prodotto un pregiudizio significativo
  • In sede di cassazione non è sufficiente proporre contestazioni meramente fattuali o non corroborate da elementi oggettivi: il ricorso deve evidenziare una violazione di legge o un vizio motivazionale rilevante
  • Per ottenere tutela efficace in casi simili è importante raccogliere prova documentale preventiva (segnalazioni ufficiali, referti medici dettagliati, foto, testimoni, richieste formali all'amministrazione) che dimostri la necessità del presidio e l'impatto concreto della sua mancanza

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