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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11640/2023 del 20/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione per vizio nella determinazione della pena: violazione di legge penale e omessa motivazione sui criteri dosimetrici; rigetto del riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche e del ristoro del danno; riconoscimento della recidiva senza adeguata motivazione. Si censura in particolare la mancanza di esplicitazione dei criteri che hanno portato alla misura sanzionatoria scelta, e la carenza di motivazione sul riconoscimento della recidiva

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso parzialmente fondato. Ha confermato l'accertamento irrevocabile della responsabilità per il fatto, ma ha annullato la sentenza impugnata limitatamente al trattamento sanzionatorio per carenza motivazionale circa i criteri adottati (anche in relazione alla recidiva) e ha rinviato per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte di appello di Napoli che dovrà applicare la sanzione congrua e rendere espliciti i criteri di discrezionalità sanzionatoria; resta invece confermata la valutazione compiuta circa il risarcimento del danno e le attenuanti generiche, ritenute adeguatamente motivate

Norme richiamate

  • art. 132 cod. pen.

    primo comma, secondo periodo

    Il giudice ha discrezionalità nella applicazione della pena ma è tenuto a indicare i motivi che giustificano l'uso di tale discrezionalità, attingendo ai criteri dell'art. 133 c.p.; è richiesta una "traccia grafica" anche se si indica un solo criterio prevalente

  • art. 133 cod. pen.

    Contiene il "serbatoio" dei criteri per la determinazione della pena che il giudice deve utilizzare e richiamare quando esercita la discrezionalità sanzionatoria

  • Sez. U., n. 5519, del 21/4/1979, Rv. 142252

    "l'onere motivazionale può ritenersi compiuto facendo riferimento anche ad uno solo dei criteri elencati"

    La giurisprudenza ammette che il richiamo a un solo criterio dell'art. 133 possa essere sufficiente, ma richiede comunque una esplicitazione formale del criterio scelto

  • Sez. 3, n. 6877, del 26/10/2016

    Quando la pena inflitta si discosta sensibilmente dal minimo edittale è necessaria una motivazione più rigorosa e dettagliata sui criteri di scelta della misura

Massime di principio

  • Quando si esercita la discrezionalità nella determinazione della pena il giudice deve esplicitare almeno una "traccia grafica" dei criteri di cui all'art. 133 c.p.; il richiamo formale a un criterio prevalente è ammesso ma deve essere chiaro
  • Se la pena inflitta si discosta in misura significativa dal minimo edittale, la Corte richiederà una motivazione più dettagliata e non generica
  • Il riconoscimento della recidiva richiede motivazione che colleghi i precedenti al maggiore grado di colpevolezza o pericolosità per il fatto giudicato; giudizi generici sulla recidiva sono viziabili
  • Se la motivazione sul trattamento sanzionatorio è insufficiente la Cassazione può limitare l'annullamento alla sola parte sanzionatoria e rinviare per nuova determinazione della pena, mantenendo intatta la dichiarazione di responsabilità se non censurata
  • Valutazioni compiute e adeguatamente motivate su circostanze attenuanti, risarcimento del danno o altri parametri personali non vengono rimesse in discussione dalla Cassazione se non specificamente impugnate e se risultano documentate negli atti

Testo integrale

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