Cassazione Penale, Sentenza n. 16987/2025 del 07/05/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente impugnava la sentenza della Corte d'appello sostenendo: (1) violazione di legge per aver disconosciuto l'applicabilità della causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131‑bis), rilevando la brevissima durata dell'allontanamento dall'abitazione in cui era agli arresti domiciliari; (2) vizio di motivazione nell'applicare la recidiva come equivalente alle circostanze attenuanti generiche senza adeguata motivazione sulla pericolosità sociale dell'imputato.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo: la Corte di appello si è limitata a constatare la condizione costitutiva dell'evasione (l'allontanamento senza valida ragione) senza adottare i criteri di valutazione richiesti dall'art. 133, comma 1, c.p. per verificare l'applicabilità della particolare tenuità ex art. 131‑bis. Perciò la sentenza impugnata è stata annullata limitatamente all'accertamento relativo all'art. 131‑bis e la causa è stata rinviata per nuovo giudizio su quel punto ad altra sezione della Corte di appello. La Cassazione ha ritenuto irrilevante, alla luce dell'accoglimento del primo motivo, il secondo motivo di gravame.
Norme richiamate
Norma del capo di imputazione (reato contestato). Nel testo la fattispecie è trattata come reato di evasione oggetto del giudizio, ma la sentenza utilizza la qualificazione e gli effetti procedurali inerenti alla condotta contestata.
Disciplina della causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte ha ritenuto che l'applicabilità della norma richieda un'adeguata valutazione motivata secondo i criteri dell'art. 133 c.p.; la sola constatazione dell'allontanamento non è sufficiente per escludere o riconoscere la tenuità.
Fornisce i criteri di valutazione (quantità del danno, grado di colpevolezza, modalità dell'azione, conseguenze, ecc.) da utilizzare per la valutazione della particolare tenuità e delle circostanze. La Cassazione richiama l'obbligo di impiegare tali criteri, pur indicando che non è necessario esaminare tutte le voci se vengono comunque indicate quelle ritenute rilevanti.
Massime di principio
- Per riconoscere la particolare tenuità del fatto ai sensi dell'art. 131‑bis c.p. il giudice deve utilizzare i criteri indicati dall'art. 133 c.p.; non è sufficiente limitarsi a constatare la sussistenza formale della fattispecie delittuosa.
- La breve durata di un allontanamento dagli arresti domiciliari e il rapido rientro possono essere elementi rilevanti a favore della particolare tenuità, ma devono essere esplicitamente valutati e motivati alla luce dei parametri di cui all'art. 133.
- L'applicazione della recidiva come equivalenza alle circostanze attenuanti richiede una motivazione che colleghi i precedenti penali alla pericolosità sociale: l'automatismo non è ammesso.
- Se la Corte d'appello omette o svolge una motivazione insufficiente sui criteri di cui all'art. 133 in ordine alla tenuità, la Cassazione può annullare la decisione limitatamente a quel punto e disporre il rinvio per nuovo giudizio.
- Quando un motivo di ricorso è determinante e accolto, gli altri motivi correlati alla stessa valutazione possono risultare irrilevanti e non vengono esaminati nel merito.
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