Cassazione Penale, Sentenza n. 6609/2022 del 23/02/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Monaco impugna la sentenza d'appello che aveva dichiarato l'estinzione del reato per prescrizione mantenendo le statuizioni civili a favore di Ciancio per la condanna di calunnia. Il ricorso alla Corte di Cassazione si fonda su cinque censure: 1) nullità del rinvio a giudizio e degli atti conseguenti per l'omesso espletamento dell'interrogatorio richiesto ex art. 415-bis nel procedimento n.25476/15 RGNR; 2) vizio di motivazione per il rigetto della richiesta istruttoria di acquisizione degli estratti bancari del condominio; 3) travisamento delle dichiarazioni dei testi Gargiulo, Frascino e Alati; 4) inutilizzabilità delle acquisizioni probatorie provenienti da giudizi civili non definiti con sentenza irrevocabile (perizie grafologiche e verbali); 5) difetto di rappresentanza della parte civile in relazione alla nomina di procuratori speciali nei procedimenti riuniti.
La decisione
La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza e genericità. Sulla nullità del rinvio a giudizio: la Corte ritiene la nullità sanata perché l'imputato ha partecipato senza eccepire e ha accettato la riunione con altro procedimento nel quale l'interrogatorio era stato regolarmente svolto; inoltre l'imputazione del procedimento regolarmente instaurato era più ampia e comprendeva quella viziata, con perdita di interesse a dedurre la nullità. Sulla richiesta di acquisizione degli estratti bancari: la Corte ritiene la richiesta superflua poiché la autenticità delle sottoscrizioni delle quietanze (accertata con perizie) era sufficiente a provare la malafede dell'imputato e i fatti essenziali ricostruiti. Sul travisamento di testi e sull'inutilizzabilità delle prove dai giudizi civili: i motivi sono dichiarati generici e non specificano la decisività o la violazione formale, con conseguente inammissibilità. Sul presunto difetto di rappresentanza della parte civile: la Corte considera irrilevante che la nomina del procuratore speciale sia intervenuta nel secondo procedimento dopo la riunione, poiché la parte civile può concentrare la rappresentanza in un unico difensore ai sensi dell'art.100 cod. proc. pen. Conseguenze: ricorso inammissibile; condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali, al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle Ammende e alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa della parte civile.
Norme richiamate
La mancata esecuzione dell'interrogatorio richiesto ai sensi dell'art.415-bis comma 3 costituisce causa di nullità della richiesta di rinvio a giudizio, ma tale nullità può essere sanata se l'imputato ha partecipato senza eccepire o ha aderito alla riunione con altro procedimento nel quale l'interrogatorio è stato svolto
Richiamato quale norma che qualifica la nullità della richiesta di rinvio a giudizio derivante dalla violazione dell'obbligo di interrogatorio
artt. 178 lett. c) e 180 cod. proc. pen.
Indicati come norme che consentono la deduzione della nullità di ordine generale entro la deliberazione della sentenza di primo grado; in mancanza di deduzione tempestiva la nullità può essere sanata
Sanatoria degli atti nulli ove l'imputato abbia accettato gli effetti dell'atto nullo partecipando al procedimento o aderendo alla riunione, integrando così la sanatoria prevista dall'art.183
art. 182 comma 1 cod. proc. pen.
Riferito al requisito dell'interesse all'osservanza della disposizione violata necessario per la impugnazione della nullità
La Corte segnala che l'inutilizzabilità delle acquisizioni provenienti da giudizi civili richiede specifiche contestazioni (ad esempio mancanza di consenso all'acquisizione) e la dimostrazione della decisività degli atti che si assume debbano essere dichiarati inutilizzabili
Norme sulla costituzione di parte civile e sulla validità della rappresentanza: la Corte ritiene che la nomina di un unico procuratore dopo la riunione sia valida e che la parte civile possa concentrare la rappresentanza in un solo difensore
Richiamato per affermare il principio secondo cui la rappresentanza e difesa della parte civile si concentra in un solo difensore dopo la riunione dei procedimenti
Prevede la condanna alle spese del procedimento principale e il pagamento di una somma alla Cassa delle Ammende in caso di inammissibilità del ricorso; la Corte li applica liquidando euro 3.000
Richiamato in riferimento all'assoluzione di Ciancio per appropriazione indebita ai sensi del secondo comma dell'art.530, ma la Corte precisa che tale assoluzione non ostacola l'utilizzo di altri atti/fattispecie nei limiti processuali
Massime di principio
- La nullità per omissione dell'interrogatorio richiesto ai sensi dell'art.415-bis può essere sanata se l'imputato ha partecipato senza eccepire o ha aderito alla riunione con altro procedimento in cui l'interrogatorio è stato svolto; l'opposizione a tale nullità deve essere tempestiva.
- La richiesta di acquisizione di ulteriori prove (es. estratti bancari) può essere respinta quando il giudice ritenga che la documentazione già acquisita (es. perizie sull'autenticità delle firme) sia idonea e sufficiente a provare i fatti essenziali.
- Le doglianze generiche o che non indicano in modo puntuale la decisività delle prove contestate sono considerate inammissibili o manifestamente infondate dalla Corte di Cassazione.
- Le acquisizioni probatorie provenienti da giudizi civili non sono automaticamente inutilizzabili: occorre verificare il consenso per l'acquisizione e la rilevanza/decisività delle prove rispetto al giudizio penale.
- Dopo la riunione di procedimenti, la parte civile può concentrare la rappresentanza in un unico difensore; la nomina successiva di un procuratore speciale non invalida automaticamente la costituzione della parte civile se la scelta è stata esercitata legittimamente.
- Quando l'imputazione in un procedimento è compresa in una imputazione più ampia in altro procedimento regolarmente instaurato, l'interesse a dedurre la nullità del primo può venire meno per effetto della riunione e del principio ne bis in idem tra procedimenti duplicati.
- La Corte Suprema sanziona con condanne alle spese e somme alla Cassa delle Ammende i ricorsi ritenuti manifestamente infondati o generici, quindi è importante formulare motivi precisi e motivati per evitare sanzioni economiche.
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