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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46685/2022 del 12/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del tribunale del riesame che aveva annullato il sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretto e per equivalente nei confronti di Ocone Amleto e Ocone Linda. Il ricorrente deduceva violazione di legge (art. 606 co. 1 lett. b) c.p.p.) rispetto all'interpretazione e delimitazione operata dal tribunale del riesame degli atti riconducibili all'art. 11 del D.lgs. 74/2000 (sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte), sostenendo che gli atti esclusi dal tribunale, ivi compresa la cancellazione della società bulgara ADLF EOOD dal Registro imprese in data 16/02/2021, costituiscono parte di un'operazione fraudolenta complessiva e che, pertanto, il termine di prescrizione dovrebbe decorrere dall'ultimo atto.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il gravame proposto dal Procuratore costituisca in realtà una censura di merito sull'apprezzamento della fraudolenza degli atti compiuti e sull'adeguatezza motivazionale del tribunale del riesame: questioni non sindacabili in Cassazione davanti a impugnazioni contro provvedimenti cautelari, salvo violazioni di legge e vizi motivazionali talmente radicali da rendere il provvedimento privo dei minimi requisiti. La pronuncia del tribunale del riesame (annullamento del sequestro e restituzione dei beni) resta quindi confermata.

Norme richiamate

  • art. 322 cod. proc. pen.

    Disciplina l'intervento del tribunale del riesame in materia di misure cautelari reali; il tribunale del riesame era stato adito ai sensi di tale norma per impugnare il sequestro preventivo.

  • art. 606 co. 1 lett. b) cod. proc. pen.

    Ragione formale dell'impugnazione in Cassazione: il ricorrente ha addebitato violazione di legge. La Corte osserva che il sindacato in Cassazione contro ordinanze cautelari è limitato a violazioni di legge e a vizi motivazionali gravi.

  • art. 11 D.lgs. 74/2000

    Norma che punisce la sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. La Corte richiama i criteri interpretativi: la fattispecie richiede la "fraudolenza" degli atti dispositivi (sia simulazione sia atti effettivi con elementi di inganno/stratagemma) ed è reato di pericolo, potendo considerarsi consumato al primo atto idoneo ad ostacolare il recupero delle imposte; può assumere natura di reato permanente se la condotta si realizza in più atti fraudolenti.

  • principio di giurisprudenza (Sez. U., Sez. 3 e altre pronunce citate)

    Richiamati precedenti che delimitano il controllo della Cassazione (solo violazione di legge o vizi motivazionali talmente gravi da rendere inintelligibile il provvedimento) e gli elementi per distinguere simulazione da atto fraudolento, oltre alla qualificazione della fattispecie come reato di pericolo o eventualmente permanente.

Massime di principio

  • Il ricorso in Cassazione avverso ordinanze su sequestro preventivo è ammissibile solo per violazione di legge o per vizi motivazionali talmente gravi da rendere il provvedimento incomprensibile; non è sede per rinnovare valutazioni di merito sulla qualificazione fattuale degli atti.
  • Nelle contestazioni relative all'art. 11 D.lgs. 74/2000 occorre distinguere tra simulazione (programmato fittizio) e trasferimento effettivo con elementi di inganno: solo quando emergono elementi di artificio/stratagemma gli atti reali possono essere ritenuti "fraudolenti" ai fini penali.
  • Il reato di sottrazione fraudolenta è tipicamente un reato di pericolo: può considerarsi consumato al primo atto idoneo ad ostacolare l'azione recuperatoria dell'Erario; tuttavia, se il comportamento si articola in più atti, possono emergere profili di perdurante illiceità (natura permanente) con implicazioni su prescrizione e decorrenze, ma tale valutazione richiede accertamento di merito.
  • Per impugnare con successo un provvedimento di sequestro in Cassazione è essenziale documentare una violazione di legge chiara o dimostrare che la motivazione manca dei minimi requisiti di coerenza, completezza e ragionevolezza; le contestazioni puramente probatorie o di apprezzamento fattuale saranno dichiarate inammissibili.
  • Se si vuole sostenere decorrenze diverse dei termini di prescrizione basate su una presunta continuità di atti fraudolenti, bisogna fornire elementi fattuali e giuridici tali da inquadrare gli atti come parte di un medesimo disegno fraudolento; ciò compete primariamente ai giudici del merito e non alla Suprema Corte in sede cautelare.

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