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Sentenza

Sentenza n. 2363/2026 - Napoli, Sezione 4

per l'annullamento del silenzio-inadempimento formatosi sull’istanza di rilascio del Certificato di Esecuzione Lavori, ex art. 83 DPR 207/10, presentata dalla ricorrente in data 10.09.2025 e sui successivi solleciti del 22.10.2025, 30.10.2025, 18.11.2025, 26.11.2025 e 15.12.2025, nonché per il conseguente accertamento dell’obbligo di provvedere;

Giustizia amministrativa202600529

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. IVSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio-inadempimento sull'istanza e sui solleciti per il rilascio del Certificato di Esecuzione Lavori ai sensi dell'art. 83 d.P.R. 207/2010

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

La controversia

La società ricorrente ha impugnato il silenzio-inadempimento formatosi sull'istanza del 10 settembre 2025 e sui successivi solleciti e diffide, deducendo violazione e falsa applicazione della l. 241/1990, eccesso di potere e violazione dei principi di buon andamento, correttezza e trasparenza della pubblica amministrazione. Le amministrazioni resistenti hanno eccepito l'inammissibilità e l'infondatezza del ricorso, sostenendo in particolare che la competenza all'eventuale apposizione del visto sul Certificato di Esecuzione Lavori spettasse alla Soprintendenza Archeologia Belle Arti per il Comune di Napoli, quale autorità preposta alla tutela del bene, e non al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Hanno inoltre dedotto che il visto dovesse essere richiesto alla Soprintendenza territorialmente competente al termine dei lavori e che non risultasse provata una richiesta o un sollecito dell'impresa nel periodo successivo alla conclusione dei lavori, risalente al 2017.

La decisione

Il TAR, in applicazione della regola della ragione più liquida, ha dichiarato cessata la materia del contendere, senza esaminare le eccezioni di inammissibilità né i motivi di merito. La cessazione è stata disposta perché, nelle more del giudizio, in data 11 marzo 2026, è stato rilasciato il Certificato di Esecuzione Lavori oggetto della controversia, sicché la ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla prosecuzione del giudizio. Le spese sono state compensate, considerando l'esito in rito e il fatto che la competenza all'apposizione del visto sul certificato non spettava al Museo intimato, come eccepito dallo stesso Museo.

Norme richiamate

  • art. 83 d.P.R. 207/2010

    La disposizione è indicata quale base normativa dell'istanza di rilascio del Certificato di Esecuzione Lavori; la sentenza non ne esamina nel merito l'applicazione.

  • l. 241/1990

    È richiamata dalla ricorrente quale parametro di violazione e falsa applicazione in relazione al silenzio-inadempimento, ma il motivo non viene deciso per la cessazione della materia del contendere.

Massime di principio

  • La sopravvenienza del provvedimento richiesto durante il giudizio sul silenzio-inadempimento determina la cessazione della materia del contendere quando il rilascio soddisfa la pretesa azionata e viene meno l'interesse alla prosecuzione del giudizio.
  • In presenza di una sopravvenienza idonea a definire la controversia, il giudice amministrativo può dichiarare la cessazione della materia del contendere applicando la regola della ragione più liquida, senza esaminare le eccezioni processuali e i motivi di merito non più necessari alla decisione.
  • La compensazione delle spese può essere disposta, nonostante il sopravvenuto rilascio dell'atto richiesto, quando l'esito in rito e l'incertezza sulla competenza dell'amministrazione intimata giustificano la mancata individuazione di una parte integralmente soccombente.

Come è indicizzato

MaterieTermini e notificazione del ricorso
RamiProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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