Cassazione Penale, Sentenza n. 35628/2025 del 30/10/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza che ha respinto la richiesta di misure alternative (affidamento in prova al servizio sociale, semilibertà o detenzione domiciliare). Ha dedotto che il Tribunale non ha adeguatamente valutato la sua positiva condotta carceraria, la collaborazione, la disponibilità a intraprendere un percorso terapeutico in comunità per dipendenze e la documentazione relativa a una possibile opportunità lavorativa stagionale (due mesi). Ha altresì lamentato carenza di motivazione circa la valutazione dell'opportunità lavorativa.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso infondato e lo ha rigettato. Ha ritenuto che il Tribunale di sorveglianza avesse motivato adeguatamente la decisione, fondandola sulla persistente pericolosità sociale del condannato dedotta dalla gravità dei reati, dalle pregresse condanne annotate nel casellario, e dalla commissione di ulteriori reati dopo aver fruito di misure alternative. Ha inoltre valutato gli elementi clinici (presa in carico dal Ser.D., diagnosi e accessi) e la mancanza di prova concreta circa l'effettiva possibilità di inserimento in comunità terapeutica. La Corte ha escluso vizi logico-argomentativi nella motivazione e ha richiamato il limite del sindacato di legittimità (non può riformare valutazioni di merito fondate e motivate). Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e disposta l'annotazione prevista dall'art. 52, comma 1, d.lgs. n.196/2003 se ricorrono le condizioni.
Norme richiamate
art. 606, comma 1, lett. b) ed e)
La Corte ha esaminato i motivi in relazione alle fattispecie di vizio di motivazione e violazione di legge previste dall'art. 606; ha ritenuto che le censure fossero in realtà valutazioni di merito non idonee ad inficiare la motivazione del giudice del merito
art. 173 disposizioni attuative c.p.p.
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
Richiamato il limite di esposizione dei motivi in cassazione, ossia l'enunciazione sintetica dei motivi nei limiti consentiti per la motivazione
Costituzione
Richiamato come principio generale relativo alla funzione rieducativa della pena, ma la Corte ha bilanciato questo principio con la valutazione della pericolosità concreta del ricorrente
legge 26 luglio 1975, n. 354 (ordinamento penitenziario)
art. 47, art. 47-ter e art. 50
Norme sull'esecuzione della pena e sulle misure alternative: la Corte ha valutato l'accesso alle misure alternative alla luce della persistente pericolosità e dei requisiti previsti dalla normativa
decreto legislativo 20 giugno 2003, n. 196
Disposizione sulla protezione dei dati personali: la Corte ha disposto l'annotazione prevista qualora ricorrano le condizioni
Massime di principio
- Il giudice valuta l'accesso alle misure alternative non solo sulla base di comportamenti positivi in carcere ma considerando la pericolosità sociale complessiva: gravità del reato, precedenti e recidive anche in sede di violazione di misure alternative incidono fortemente
- Dichiarazioni generiche di disponibilità a misure di trattamento (ingresso in comunità terapeutica) senza elementi probatori concreti non sono sufficienti a modificare il giudizio di non meritevolezza
- Opportunità lavorative di brevissima durata (es. lavoro stagionale di due mesi) possono essere ritenute insufficienti se valutate nel quadro di una valutazione negativa complessiva sull'ammissione alle misure alternative
- La valutazione del giudice di merito è ampiamente preservata in sede di legittimità: la Corte di cassazione non riforma motivazioni di merito integre, intervenendo solo se sussistono vizi logico-argomentativi o di diritto
- È onere della difesa fornire elementi concreti e documentati (idonee offerte di lavoro, disponibilità effettiva di comunità terapeutiche, certificazioni cliniche dettagliate) per influire positivamente sulla valutazione del giudice
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