Cassazione Penale, Sentenza n. 46533/2022 del 09/12/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente, tramite difensore Avv. Clara Cannio, impugnava per violazione di legge e vizio di motivazione la conferma della responsabilità penale per due episodi di rapina (uno consumato e uno tentato), contestava l'applicazione dell'aggravante dell'arma con riferimento al capo F), la sussistenza della recidiva e la corretta dosimetria della pena (quantificazione della reclusione e della multa).
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che le doglianze riproponessero rilievi già esaminati e disattesi dai giudici di merito, la cui motivazione (in particolare sulla valutazione delle intercettazioni telefoniche e ambientali, dei tabulati e della perizia antropometrica) è risultata completa e logicamente congrua. È stata respinta la tesi di desistenza dall'azione delittuosa perché l'interruzione del tentativo è derivata dall'intervento del direttore della filiale e non da una scelta volontaria degli agenti; la contestazione dell'aggravante dell'arma è stata considerata priva di interesse per carenza di specifica contestazione e perché sussiste comunque l'aggravante della riunione di più persone ai sensi dell'art. 628, comma 3, n. 1 cod. pen., valutata unitariamente in sede sanzionatoria. I giudici d'appello hanno motivatamente escluso l'esclusione della recidiva e il riconoscimento delle attenuanti generiche. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
D.L. n. 137/2020, art. 23, comma 8
ai sensi dell'art. 23,comma 8, D.L. n. 137/2020
norma richiamata per indicare che la trattazione è avvenuta con contraddittorio cartolare (procedimento su atti scritti) nell'ambito delle disposizioni emergenziali; autorizza la trattazione senza udienza pubblica ordinaria
Codice penale, art. 628, comma 3, n. 1
art. 628,comma 3 n. 1 ,cod.pen.
prevede l'aggravante della rapina commessa da più persone riunite; nella pronuncia è stata valorizzata come circostanza autonoma che integra l'aggravazione anche in assenza di prova specifica dell'uso dell'arma
Massime di principio
- La Corte di Cassazione è incline a dichiarare inammissibili i ricorsi che ripropongono questioni di merito già valutate e motivate in modo congruo dai giudici di merito; gli attacchi puramente ricognitivi della valutazione probatoria sono difficilmente accolti.
- La contestazione della motivazione deve essere puntuale: critiche generiche o non specificamente dirette ai passaggi argomentativi rilevanti sono destinate a non superare il filtro di ammissibilità.
- La desistenza o il ravvedimento operoso come causa di non punibilità dell'azione tentata rileva solo se l'interruzione dipende dalla libera e volontaria decisione dell'agente; se l'interruzione è dovuta a intervento di terzi l'evento resta tentativo sussistente.
- L'aggravante per uso di arma richiede attenzione probatoria e specifica contestazione; tuttavia, se sussiste un'altra aggravante (es. più persone riunite) che integra analoga afflittività, l'assenza di prova sull'arma può risultare irrilevante sotto il profilo sanzionatorio.
- La contestazione della recidiva e della misura della pena incontra un limite quando i giudici di merito documentano una continuità criminosa con precedenti specifici, giustificando l'applicazione della recidiva e il diniego delle attenuanti generiche.
- Presentare ricorsi con rilievi non specifici o sostanzialmente reiterativi comporta il rischio di condanne per inammissibilità, comprensive di sanzioni pecuniarie e delle spese processuali.
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