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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45604/2024 del 12/12/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Due motivi principali: 1) si deduce violazione di legge per non avere la Corte di appello qualificato il reato di tentata rapina impropria (capo A) come fatto di lieve entità ai sensi dei criteri indicati dalla Corte costituzionale (sent. n. 86/2024), con richiesta di rideterminazione del trattamento sanzionatorio; 2) si contesta la ritenuta responsabilità per il reato di resistenza a pubblico ufficiale (capo B), sostenendo la mancanza dell'elemento oggettivo e del necessario coefficiente soggettivo, in quanto la condotta non sarebbe stata idonea a ostacolare l'attività del pubblico ufficiale.

La decisione

Il ricorso per cassazione è stato rigettato. Sul primo motivo la Corte di cassazione ha ritenuto che la Corte di appello ha già valutato e negato la circostanza attenuante della speciale tenuità del fatto (art. 62, comma 1, n. 4 c.p.), motivando la non lieve entità con riferimento, tra l'altro, al valore economico significativo dei beni sottratti; pertanto non sussisteva errore di diritto tale da annullare o riformare la decisione. Sul secondo motivo la Corte ha ritenuto il motivo generico e insufficiente, osservando che la sentenza impugnata contiene ampia motivazione che documenta una condotta attiva di resistenza (strattonamenti, divincolarsi, minacce e colluttazione per guadagnare la fuga), idonea a integrare il reato di resistenza a pubblico ufficiale. La responsabilità per tentata rapina impropria e per resistenza è quindi confermata e il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 62, comma 1, n. 4 c.p.

    La norma disciplina l'attenuante della speciale tenuità del fatto; la Corte di merito ha ritenuto di non applicarla nel caso concreto sulla base della non esiguità del valore economico dei beni sottratti, valutazione compatibile con i parametri indicati dalla Corte costituzionale.

  • Sentenza Corte costituzionale n. 86 del 13/05/2024

    La decisione impone ai giudici di valutare la possibilità di applicare la lieve entità anche per il reato di rapina, ma non ne fa applicazione automatica; occorre un'analisi dei parametri (estemporaneità, scarsità dell'offesa, esiguità del valore sottratto, assenza di profili organizzativi). La Cassazione ha ritenuto che la Corte di appello abbia correttamente valutato negativamente questi parametri.

  • Massima giurisprudenziale citata (Sez. 1, n. 29614 del 31/03/2022, Manusia, Rv. 283376)

    Stabilisce che costituiscono resistenza l'uso di forza (strattonare, divincolarsi) per impedire l'arresto quando non si tratti di mera opposizione passiva; la Corte ha applicato tale principio per qualificare la condotta del ricorrente come resistenza.

Massime di principio

  • La sentenza della Corte costituzionale che amplia l'ambito della valutazione della lieve entità per la rapina impone di esaminare fattispecie per fattispecie: l'applicazione dell'attenuante non è automatica e richiede valutazioni concrete su valore sottratto, spontaneità, offesa alla vittima e profili organizzativi.
  • Se la motivazione di merito documenta e argomenta la non lieve entità del fatto (per es. valore economico significativo), la Cassazione non riforma la decisione in assenza di errore giuridico manifesto.
  • Per il reato di resistenza a pubblico ufficiale è determinante la condotta attiva idonea a neutralizzare l'azione del pubblico ufficiale (strattoni, divincolarsi, colluttazione, minacce finalizzate alla fuga); la mera opposizione passiva può non essere sufficiente.
  • In cassazione i motivi generici che non si confrontano con la motivazione di merito sono destinati a essere rigettati: è necessario dedurre specifici vizi di diritto o errori di valutazione motivazionale.
  • La valutazione complessiva del trattamento sanzionatorio può essere riesaminata solo se emerge un errore di diritto o una palese insufficienza motivazionale riguardo ai presupposti per le circostanze attenuanti.

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