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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31529/2025 del 19/09/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Conflitto negativo di competenza relativo a istanze di concessione di misure alternative presentate il 21/01/2021 da Salvatore Musumeci (condannato con sentenza del Tribunale di Messina del 23/07/2018). Il PM presso il Tribunale di Messina aveva disposto la sospensione dell'ordine di esecuzione con provvedimento del 09/09/2020. Il Tribunale di Catania aveva dichiarato la propria incompetenza trasmettendo gli atti ritenendo competente il Tribunale di Sorveglianza di Sassari a seguito di provvedimento di cumulo emesso dalla Procura di Nuoro il 10/10/2022; il Tribunale di Sassari, invece, aveva ricusato la competenza invocando il principio della perpetuatio iurisdictionis (competenza fissata al momento della domanda).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato sussistente conflitto negativo e, esaminati gli atti, ha stabilito che la competenza appartiene al Tribunale di sorveglianza di Messina. La Corte ha applicato il principio della perpetuatio iurisdictionis: la competenza territoriale va determinata alla data di presentazione dell'istanza (21/01/2021) e, nel caso di sospensione dell'esecuzione disposta dalla Procura esecutrice, spetta al Tribunale di sorveglianza del luogo ove ha sede l'ufficio del P.M. preposto all'esecuzione (art. 656 cod. proc. pen.). Gli atti devono pertanto essere trasmessi al Tribunale di sorveglianza di Messina.

Norme richiamate

  • art. 28 cod. proc. pen.

    art. 28 comma 1 lett. a) cod. proc. pen.

    Disciplina il conflitto negativo di competenza tra giudici; la Corte di cassazione può decidere quando due giudici hanno ricusato di conoscere del medesimo fatto creando stasi del procedimento.

  • art. 656 cod. proc. pen.

    art. 656, comma 5 e comma 6 cod. proc. pen.

    Il provvedimento di esecuzione e la sospensione emessi dall'ufficio del pubblico ministero radicano la competenza del Tribunale di sorveglianza presso il luogo di sede dell'ufficio del P.M. preposto all'esecuzione; questa regola è speciale rispetto al principio generale di competenza territoriale.

  • art. 677 cod. proc. pen.

    Articolo che regola la competenza territoriale generale per l'applicazione delle misure, ma viene superato dalla norma speciale di cui all'art. 656, comma 6, quando ricorre la sospensione dell'esecuzione disposta dal P.M.

Massime di principio

  • La perpetuatio iurisdictionis cristallizza la competenza territoriale al momento della presentazione dell'istanza: modifiche intervenute successivamente (es. provvedimenti di cumulo) non alterano la competenza determinata all'origine.
  • Se il soggetto beneficia di una sospensione dell'esecuzione disposta dal pubblico ministero, la competenza per le istanze di misure alternative spetta al Tribunale di sorveglianza del luogo dove ha sede l'ufficio del P.M. che ha disposto la sospensione (art. 656, comma 6 c.p.p.).
  • In caso di conflitto negativo tra due tribunali, la Corte di cassazione può individuare un "terzo" giudice competente (non vincolata alle indicazioni dei giudici confliggenti) e decidere la trasmissione degli atti.
  • Gli uffici dell'esecuzione devono trasmettere gli atti al tribunale effettivamente competente secondo la regola temporale; errori di trasmissione possono essere corretti tramite il regolamento di competenza o, se si verifica una stasi, tramite la decisione della Corte di cassazione.

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