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Cassazione Penale, Ordinanza n. 36631/2026 del 19/10/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Due imputati hanno impugnato con un unico atto la sentenza del 24 ottobre 2025 della Corte d'appello di Napoli, che aveva confermato la loro condanna per il delitto di interruzione di un pubblico servizio. Hanno dedotto, da un lato, violazione di legge quanto alla configurabilità del reato e, dall'altro, il diniego delle attenuanti generiche. Il fatto riguardava l'interruzione, per alcune ore, del servizio di seppellimento ed esumazione di salme presso il cimitero locale; il servizio era ripreso solo dopo l'intervento dei carabinieri.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi. Il motivo sulla configurabilità del reato è stato ritenuto manifestamente infondato: la protratta interruzione del servizio, cessata solo con l'intervento dei carabinieri, poteva ragionevolmente essere valutata dai giudici di merito come pregiudizio apprezzabile al regolare svolgimento di un servizio delicato. Il motivo sulle attenuanti generiche è stato ritenuto almeno generico: la Corte d'appello aveva negato il beneficio per l'assenza di elementi specifici positivamente valutabili e la difesa non ne aveva indicati neppure nel ricorso. La Corte ha condannato ciascun ricorrente al pagamento delle spese processuali e di 3.000 euro in favore della Cassa delle ammende, non ravvisando assenza di colpa nella causa di inammissibilità.

Norme richiamate

  • art. 340 c.p.

    a fronte di un'interruzione del servizio di seppellimento ed esumazione di salme presso il cimitero del luogo che si è protratta per alcune ore, che è cessata solo grazie all'intervento dei carabinieri e che, pertanto, ragionevolmente è stata ritenuta dai giudici di merito tale da recare un pregiudizio di entità apprezzabile al regolare svolgimento di un servizio così delicato.

    L'interruzione per alcune ore di un servizio pubblico, con pregiudizio apprezzabile al suo regolare svolgimento e cessazione solo dopo l'intervento delle forze dell'ordine, può integrare il delitto contestato.

  • art. 133 c.p.

    Premesso che, in tema di attenuanti generiche, il giudice del merito esprime un giudizio di fatto, la cui motivazione è insindacabile in sede di legittimità, purché non sia contraddittoria e dia conto, anche richiamandoli, degli elementi, tra quelli indicati nell'art. 133, cod. pen., considerati preponderanti ai fini della concessione o dell'esclusione, va evidenziato che la sentenza impugnata ha correttamente negato il beneficio, per l'assenza di specifici elementi positivamente valutabili (in questo senso, tra tante, Sez. 2, n. 9299 del 07/11/2018, dep. 2019, Villani, Rv. 275640): elementi che nemmeno con il ricorso la difesa allega.

    Nel valutare le attenuanti generiche, il giudice di merito deve indicare, anche per relationem, gli elementi ritenuti prevalenti ai fini della concessione o del diniego; il relativo giudizio di fatto è insindacabile in cassazione se la motivazione è non contraddittoria. Il diniego è giustificato quando mancano specifici elementi favorevoli.

Massime di principio

  • L'interruzione di un servizio pubblico per alcune ore può integrare il delitto di cui all'art. 340 c.p. quando, considerate le circostanze concrete e la natura del servizio, determina un pregiudizio di entità apprezzabile al suo regolare svolgimento.
  • Il giudizio del merito sulle attenuanti generiche è censurabile in cassazione solo se la motivazione è contraddittoria o non dà conto degli elementi considerati prevalenti; il diniego può fondarsi sull'assenza di specifici elementi positivamente valutabili.
  • È generico il motivo che censura il diniego delle attenuanti generiche senza indicare gli elementi concreti che ne giustificherebbero il riconoscimento.

Come è indicizzato

MaterieResistenza e oltraggio a pubblico ufficialeCircostanze del reatoImpugnazioni
RamiReati contro la PAParte generaleProcesso penale

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