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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42179/2023 del 17/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la sentenza della Corte d'appello del 22/09/2022 sostenendo che, dopo che il Procuratore generale aveva modificato la pena per la quale l'imputato aveva prestato consenso (da anni nove e mesi sei a diversa quantificazione), la Corte d'appello avrebbe dovuto acquisire nuovamente il consenso dell'imputato in relazione alla nuova pena; perciò la sentenza sarebbe illegittima per carenza del consenso in punto di pena. Il ricorso denunciava violazione di legge in relazione agli artt. 306 lett. b) e 599-bis c.p.p.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il difensore dell'imputato era munito di regolare procura speciale, non contestata nel ricorso, e che tale procura non conteneva l'indicazione di una pena specifica né risultava che fosse stata rilasciata in relazione a una pena già quantificata. Inoltre la Corte ha ritenuto inammissibile un profilo nuovo sollevato oralmente nella fase di trattazione (la circostanza che il sostituto del difensore non fosse procuratore speciale), non posto nel ricorso. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di Euro 3.000,00 in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 306 lett. b) c.p.p.

    Richiamata dal ricorrente come riferimento procedurale collegato alla vicenda del consenso e della rappresentanza; dalla motivazione della Cassazione emerge che la Corte non ha ritenuto che la normativa impedisse la pronuncia della sentenza quando la procura speciale esisteva e non risultava specificamente limitata a una pena quantificata

  • art. 599-bis c.p.p.

    Richiamato dal ricorrente in relazione all'ipotesi di invalidità del negozio processuale (consenso alla pena). La Cassazione ha interpretato la questione nel senso che, in assenza di prova che la procura speciale fosse stata rilasciata solo per una pena determinata, non sussistevano i presupposti per dichiarare nullo o invalido il consenso acquisito

Massime di principio

  • La procura speciale conferita al difensore è fondamentale: se non viene allegata o non è espressamente invalida, il giudice di legittimità tende a darne atto e a non accogliere censure fondate sulla sua validità.
  • Se la procura non specifica una determinata quantificazione della pena, la modifica della pena nell'atto del Pubblico Ministero non determina automaticamente la nullità o carenza del consenso: occorre dimostrare che la procura fosse limitata a quella precisa pena.
  • Questioni nuove sollevate per la prima volta in udienza (non esposte nel ricorso) sono in genere inammissibili in sede di Cassazione; è importante sviluppare compiutamente i motivi nel ricorso scritto.
  • Nel caso di accordi o consensi relativi alla pena, è prudente che la difesa documenti esplicitamente la portata della procura speciale (eventualmente indicando la pena oggetto del consenso) per evitare contestazioni sulla legittimazione a prestare consenso.
  • La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta frequentemente la condanna alle spese processuali e, dove previsto, il pagamento di una somma a titolo di ammenda: valutare il rapporto rischio/beneficio prima di proseguire con un ricorso di legittimità non ben fondato.

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