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Cassazione Penale, Ordinanza n. 27098/2025 del 24/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. È stata quindi mantenuta ferma la decisione di merito di condanna per rapina, non essendo stati ravvisati vizi sindacabili in cassazione.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Reggio Calabria che aveva confermato la sua responsabilità per rapina. Con il primo motivo ha censurato la motivazione della decisione di merito, sostenendo che la dichiarazione di responsabilità fosse illogica alla luce di una diversa lettura delle risultanze processuali e di una diversa valutazione dell'attendibilità delle prove. Con il secondo motivo ha chiesto la riqualificazione del fatto da rapina ex art. 628 c.p. a furto con strappo ex art. 624-bis c.p., deducendo che la condotta non integrasse la violenza propria della rapina. Con il terzo motivo ha contestato il giudizio di comparazione tra l'aggravante contestata e le circostanze attenuanti generiche, lamentando il giudizio di equivalenza. La Corte ha ritenuto il ricorso inammissibile perché le doglianze sollecitavano una rivalutazione del merito non consentita in sede di legittimità, perché la riqualificazione richiesta era già stata disattesa con motivazione adeguata e perché il giudizio di equivalenza sulle circostanze attenuanti rientra nella discrezionalità del giudice di merito se sorretto da motivazione non illogica.

Norme richiamate

  • art. 628 c.p.

    richiamato come norma incriminatrice della rapina; il discrimine rispetto al furto con strappo è individuato nell'uso della violenza per vincere la resistenza della persona offesa.

  • art. 624-bis c.p.

    richiamato come fattispecie alternativa invocata dal ricorrente; la Corte ribadisce che non si applica quando la sottrazione avvenga mediante violenza sulla persona per vincere la resistenza della vittima.

  • art. 616 c.p.p.

    non citato espressamente nel testo, ma la condanna alle spese e alla somma in favore della Cassa delle ammende è conseguenza della declaratoria di inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non è consentito chiedere una nuova valutazione delle risultanze processuali né un diverso apprezzamento dell'attendibilità delle fonti di prova, poiché la Corte di cassazione controlla la tenuta logica e giuridica della motivazione, non sostituisce il proprio giudizio a quello del merito.
  • Il discrimine tra rapina e furto con strappo va individuato nell'uso della violenza: se la violenza è impiegata per vincere la resistenza della persona offesa e realizzare la sottrazione, la fattispecie è quella della rapina; se invece la sottrazione avviene mediante il mero strappo senza violenza sulle persone, può venire in rilievo il furto con strappo.
  • Il giudizio di comparazione tra circostanze aggravanti e attenuanti è espressione di discrezionalità del giudice di merito ed è sindacabile in cassazione solo se manchi del tutto la motivazione o questa sia meramente arbitraria o manifestamente illogica.
  • Quando i motivi di ricorso si risolvono nella riproposizione di questioni di merito già esaminate e adeguatamente disattese dal giudice di appello, il ricorso è inammissibile.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniRapinaFurto
RamiProcesso penaleDelitti contro il patrimonio
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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