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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31199/2023 del 19/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha chiesto la riparazione per ingiusta detenzione per 449 giorni (di cui 285 in carcere) relativamente a reati per i quali è poi stato prosciolto. La Corte d'appello aveva rigettato la domanda ritenendo sussistente "colpa grave" ostativa al riconoscimento dell'indennizzo, essendo il ricorrente stato frequentemente in contatto con persone poi accertate come organizzatori di rapine e presente nella fase preparatoria della rapina che aveva dato luogo alla misura cautelare. In Cassazione il ricorrente ha censurato la motivazione come illogica e incongrua, denunciando falsa applicazione degli artt. 314 e 315 c.p.p., sostenendo che le condotte indicate erano occasionali, inconsistente la loro incidenza sulla misura cautelare e che il silenzio/non collaborazione non poteva costituire colpa grave.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il sindacato di legittimità sull'ordinanza di riparazione è limitato alla verifica della correttezza del ragionamento logico-giuridico e non al sindacato di merito sulla valutazione della colpa grave, competenza del giudice di merito. Ha ritenuto legittima la valutazione della Corte territoriale, che aveva fondato il rigetto sull'"accertata" consapevole partecipazione a episodi preparatori e sulle frequentazioni con soggetti organizzatori di delitti. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali, al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende e alla rifusione delle spese del Ministero resistente per complessivi euro 1.000.

Norme richiamate

  • art. 314 cod. proc. pen.

    Disciplina il diritto alla riparazione per ingiusta detenzione; la Corte ha ritenuto che il diritto sia escluso se ricorre "colpa grave" del detenuto, valutazione rimessa al giudice di merito salvo controllo sulla correttezza logico-giuridica della motivazione

  • art. 315 cod. proc. pen.

    Norme procedurali complementari sul procedimento per la riparazione: la Corte sottolinea che il sindacato di legittimità su queste decisioni è limitato alla verifica motivazionale e di diritto

  • Giurisprudenza di legittimità (Sez. 4, n. 21896 del 11/04/2012)

    Principio secondo cui la valutazione sull'esistenza e gravità della colpa o del dolo è di pertinenza del giudice di merito, con il controllo della Cassazione limitato alla correttezza del ragionamento

  • Giurisprudenza di legittimità (Sez. 4, n. 7956 del 20/10/2020)

    Consolidato principio che la condotta di chi, nei reati contestati in concorso, abbia tenuto comportamenti che dimostrano consapevolezza dell'attività criminale altrui e contiguità può integrare colpa grave ostativa all'indennizzo

  • Corte costituzionale, sent. n. 186/2000

    Riferimento giurisprudenziale richiamato in tema di condanna alla Cassa delle ammende per ricorsi inammissibili

Massime di principio

  • Il sindacato della Corte di Cassazione sulle ordinanze che decidono la riparazione per ingiusta detenzione è limitato alla verifica della correttezza logico-giuridica della motivazione; la valutazione di merito sulla colpa grave spetta al giudice di merito.
  • Frequentazioni e partecipazioni, anche in fasi preparatorie, con soggetti poi accertati come appartenenti ad associazioni dedite a reati gravi possono essere ritenute elementi indicativi di "colpa grave" e precludere il diritto all'indennizzo, anche se tali elementi non sono stati ritenuti sufficienti ai fini della responsabilità penale definitiva.
  • Per ottenere l'annullamento in Cassazione è necessario dimostrare specifici vizi di motivazione o violazioni di legge; critiche meramente contrarie alla valutazione dei fatti da parte del giudice di merito, senza indicazione di errori logico-giuridici, sono inammissibili.
  • Il semplice silenzio dell'indagato o la sua presenza occasionale non escludono automaticamente la possibilità che il giudice di merito ne tragga conseguenze ai fini della colpa grave, ma la loro valutazione richiede una motivazione puntuale e non meramente assertiva.
  • Chi impugna un rigetto di domanda di riparazione dovrebbe focalizzarsi su punti di motivazione specifici (contraddizioni, omissioni, errori di diritto) e fornire elementi concreti che dimostrino che le condotte indicate non potevano avere incidenza sull'adozione della misura cautelare.

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